Il dolore
Tagli ai bidelli sicurezza a rischio per gli studenti
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MASSA. Avvio di anno scolastico turbolento. I tagli non riguardano infatti solo i docenti ma anche bidelli e assistenti tecnici: e senza di loro è a rischio la sicurezza nelle scuole.
Preoccupazione anche per i probabili tagli all'assistenza ai ragazzi disabili in classe.
Negli istituti di Massa e Carrara, secondo i Cobas, a partire da quest'anno verranno a mancare infatti circa 70 addetti Ata. «Nelle scuole - attacca Serena Tusini, portavoce provinciale dei Cobas della scuola - sarà messa a repentaglio la sicurezza e i controlli su chi entra ed esce». Per questo il sindacato autonomo invita il personale a svolgere i loro compiti al minimo. «Non fate il lavoro che spetterebbe ad altri - è l'invito dei Cobas - altrimenti collaborerete allo sfascio della scuola».
I Cobas parlano di un un taglio del 20% del personale Ata, quantificabile in circa 60 posti in meno dovuti alle mancate sostituzioni dei pensionamenti e a 20 posti in meno per effetto dei tagli. «Anche tra i tecnici - illustra la Tusini - si perderanno 7 posti quest'anno e 10 posti in meno sono previsti per il prossimo anno scolastico». Più o meno invece invariata la situazione per il personale amministrativo.
«Dicono che non hanno licenziato nessuno - spiega la Tusini - ma questi sono tutti posti di lavoratori precari che scompaiono; perché i pensionamenti non devono essere reintegrati? Questo tagli comportano un maggior carico di lavoro per il singolo lavoratore, e hanno ricadute sull'intera comunità scolastica. Le famiglie devono preoccuparsi perché la sicurezza dei loro figli non può più essere garantita: ad esempio la sorveglianza ai piani è elusa ormai in molte scuole e questo impedisce quel controllo dei minori che è elemento essenziale della sicurezza: siamo in grado di controllare chi entra e chi esce? Siamo in grado di esercitare quella sorveglianza che spesso impedisce il verificarsi di episodi di bullismo?».
I Cobas invitano le famiglie e chiedere ai dirigenti di garantire la sicurezza dei loro figli. «I collaboratori scolastici - aggiunge larappresentante dei Cobas - devono mettere nero su bianco che non sono in grado di svolgere le proprie funzioni. Se accadesse qualcosa ai ragazzi sarebbe colpa loro».
Anche la situazione sul sostegno per i Cobas è drammatica. «Anche qui - va avanti la Tusini - dicono che non hanno licenziato nessuno, in realtà hanno semplicemente ignorato l'aumento delle certificazioni dei diversamente abili. Nelle scuole nella maggior parte dei casi viene utilizzato un docente su tre ragazzi per un totale di 6 ore settimanali a studente. In diversi casi le famiglie portano a scuola i propri figli solo quando è garantito il docente. cioè 1 giorno a settimana. E' evidente che siamo di fronte alla negazione totale del diritto allo studio dei diversamente abili».
Poi ci sono i tagli di docenti e di classi. «In molte scuole - assicura la Tusini - i ragazzi per classe superano i numeri legali. E la mancanza di supplenti allargherà il fenomeno delle compresenze e dello spostamento di studenti da una classe all'altra».
G.D.
Preoccupazione anche per i probabili tagli all'assistenza ai ragazzi disabili in classe.
Negli istituti di Massa e Carrara, secondo i Cobas, a partire da quest'anno verranno a mancare infatti circa 70 addetti Ata. «Nelle scuole - attacca Serena Tusini, portavoce provinciale dei Cobas della scuola - sarà messa a repentaglio la sicurezza e i controlli su chi entra ed esce». Per questo il sindacato autonomo invita il personale a svolgere i loro compiti al minimo. «Non fate il lavoro che spetterebbe ad altri - è l'invito dei Cobas - altrimenti collaborerete allo sfascio della scuola».
I Cobas parlano di un un taglio del 20% del personale Ata, quantificabile in circa 60 posti in meno dovuti alle mancate sostituzioni dei pensionamenti e a 20 posti in meno per effetto dei tagli. «Anche tra i tecnici - illustra la Tusini - si perderanno 7 posti quest'anno e 10 posti in meno sono previsti per il prossimo anno scolastico». Più o meno invece invariata la situazione per il personale amministrativo.
«Dicono che non hanno licenziato nessuno - spiega la Tusini - ma questi sono tutti posti di lavoratori precari che scompaiono; perché i pensionamenti non devono essere reintegrati? Questo tagli comportano un maggior carico di lavoro per il singolo lavoratore, e hanno ricadute sull'intera comunità scolastica. Le famiglie devono preoccuparsi perché la sicurezza dei loro figli non può più essere garantita: ad esempio la sorveglianza ai piani è elusa ormai in molte scuole e questo impedisce quel controllo dei minori che è elemento essenziale della sicurezza: siamo in grado di controllare chi entra e chi esce? Siamo in grado di esercitare quella sorveglianza che spesso impedisce il verificarsi di episodi di bullismo?».
I Cobas invitano le famiglie e chiedere ai dirigenti di garantire la sicurezza dei loro figli. «I collaboratori scolastici - aggiunge larappresentante dei Cobas - devono mettere nero su bianco che non sono in grado di svolgere le proprie funzioni. Se accadesse qualcosa ai ragazzi sarebbe colpa loro».
Anche la situazione sul sostegno per i Cobas è drammatica. «Anche qui - va avanti la Tusini - dicono che non hanno licenziato nessuno, in realtà hanno semplicemente ignorato l'aumento delle certificazioni dei diversamente abili. Nelle scuole nella maggior parte dei casi viene utilizzato un docente su tre ragazzi per un totale di 6 ore settimanali a studente. In diversi casi le famiglie portano a scuola i propri figli solo quando è garantito il docente. cioè 1 giorno a settimana. E' evidente che siamo di fronte alla negazione totale del diritto allo studio dei diversamente abili».
Poi ci sono i tagli di docenti e di classi. «In molte scuole - assicura la Tusini - i ragazzi per classe superano i numeri legali. E la mancanza di supplenti allargherà il fenomeno delle compresenze e dello spostamento di studenti da una classe all'altra».
G.D.
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