Il Tirreno

Spiagge libere e bar ai privati

C.C.
Uno scorcio di una spiaggia libera
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Uno scorcio di una spiaggia libera

Traversi: subito un bando, a Diocesi e Marina militare pensiamo poi

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 CARRARA. «Prima di parlare di quelle della Diocesi e della Marina militare come altre possibili spiagge comunali, decidiamo come gestire quelle esistenti. Accollarci altri arenili non semplificherebbe il problema: si sono spesi 50mila euro per le pulizie alla Rotonda e all'Idrovora, la convenzione col Faro alla Fossa Maestra scade». Lo dice Fabio Traversi, presidente della commissione attività produttive.  Traversi aggiunge: «Va studiato un nuovo bando e va aggiudicato, a uno o più privati, entro quest'anno (un modo che i gestori possano da gennaio cominciare a organizzare l'attività e le strutture), includendovi anche la possibilità per i privati di sistemare e allestire punti ristoro». Fabio Traversi annuncia che riunirà nuovamente la commissione attività produttive martedì prossimo, per sollecitare i consiglieri a trovare un orientamento possibilmente comune. E intende riportare il dibattito politico sul tema centrale: la gestione delle spiagge comunali esistenti. «Se in futuro avremo anche quelle della Diocesi e della Marina, va bene, ma prima pensiamo a quelle attuali».  E partendo proprio dall'attenzione che Rifondazione comunista ha posto sulle spiagge della Diocesi e della Marina militare, chiederà ai membri della commissione quale tipo di soluzione sia percorribile per non caricare il Comune di ulteriori spese.  L'idea del presidente della commissione, è qualla di migliorare le spiagge libere esistenti (che sono 4 compresa quella davanti al camping fra la Fossa Mestra e il Parmignola), prevedendo la sistemazione, o la realizzazione (vedi spiaggia della Rotonda) dei punti ristoro. «Che vanno adeguati meglio ai flussi turistici. Già ora sono insufficianti: so che alla Fossa girano 1500 persone fra spazi liberi e quelli attrezzati con gli ombrelloni da affittare; molti villeggianti gravitano sulla spiagga ex idrovora vicino al porto. Il patto di stabilità ingessa le spese correnti del Comunbe, occorre perciò decidere in fretta cosa fare: continuare la gestione diretta o assegnarla a privati?». Traversi preferirebbe la seconda strada, «anche perché i privati potrebbero occuparsi della spesa per i punti di ristoro, e in questo caso bisognerebbe allungare i tempi dell'assegnazione affinché possano ammortizzare i costi. Un domani, a convenzioni scadute, il Comune si ritroverebbe punti ristoro bell'e pronti. E in questa prospettiva, va rivisto il piano dell'arenile che ne prevede solo due. Insomma, se vogliamo dare un'offerta turistica decorosa, le strutture vanno rinnovate».

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