Sicurezza
Numero civico sbagliato, Gaia gli stacca l'acqua
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Palazzo Del Medico Odissea di un padre di famiglia, e in piazza Alberica paura per una mega-perdita
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CARRARA. Una mega-perdita d'acqua in piazza Alberica; e ad Avenza, un cittadino originario del Marocco, che abita da noi dal 2005 con un bambino di due anni e mezzo, dal 26 agosto scorso è senz'acqua, e in più, da anni combatte una battaglia a forza di autodichiarazioni e fogli vari, a causa del numero civico e delle difficoltà che ha con il gestore idrico. Insomma, Gaia continua a far discutere. MEGA-PERDITA D'ACQUA. Sono i residenti del palazzo Del Medico e dello stabile con il numero civico 4 di piazza Alberica (vi abitano una quindicina di famiglie e al piano terra vi sono una decina di negozi) a segnalare il pericolo. Nel sottosuolo della piazza - spiegano - proprio sotto i due palazzi, scorre un torrente di acqua proveniente non si sa da dove. Il pericolo potrebbe essere quello di corrodere e far crollare le fondamente degli edifici. «La perdita d'acqua, forse potabile - sostengono i condomini e i negozianti - non è da ieri che sta passando qui sotto ma dal gennaio scorso. Più volte abbiamo segnalato al Comune e a Gaia il danno che ci dev'essere nella parte sotterranea della piazza: purtoppo dopo nove mesi il problema non è stato risolto. Ora diciamo basta. L'acqua si vede e il fruscio si sente guardando le fognature che abbiamo quì di fronte agli ingressi e davanti alle vetrine. Gaia sostiene che non è compito loro, il Comune ancora meno. E intanto l'acqua continua a scorrere». Condomini e commercianti hanno terrore che nel sottosuolo l'acqua possa provocare erosioni alle fondamenta dei palazzi. È da tenere presente che nel sottosuolo della piazza, nel periodo dell'ultima guerra, sono stati contruiti i rifugi antiaerei e la maggio parte della piazza Alberica è vuota. Se nessuno si interessa di fare sopralluoghi, l'acqua potrebbe causare danni. E per questo è stato lanciato l'appello. ACQUA STACCATA. Per quanto riguarda il cittadino marocchino, la prima volta gli avevano staccato l'acqua nel 2008 per una controversia sul numero civico di via Passo Volpe: a Gaia risultava un numero, ma quello effettivo era un altro. Chiarito il punto, comunque ci vollero due settimane prima di riavere l'acqua in casa. L'operaio marocchino sperava che fossero finiti i problemi con Gaia. Ma non era così: in agguato c'era qualche computer che evidentemente è refrattario all'aggiornamento dell'indirizzario, visto che una bolletta è stata di nuovo mandata al civico sbagliato. Morale: il 26 agosto, in piena estate e con un bimbo piccolo da gestire, gli addetti di Gaia senza preavviso si sono presentati a casa (ma evidentemente, l'indirizzo lo sapevano, quello giusto, per mettere in pratica il distacco) e si sono portati via il contatore. Immaginabile la rabbia del cittadino, che aveva pagato quasi duemila euro di bollette e more in due anni, e ieri mattina è andato agli uffici di Gaia a dimostrare che non solo aveva pagato, ma anche inviato per fax la copia del contratto e dei documenti, come era stato richiesto. Per telefono gli avevano detto che il fax non era mai arrivato, «Ma gli ho mostrato l'ok della trasmissione». L'odiessea alla fine è finita ieri pomeriggio, sperando che ora non ci siano più errori. «Non è possibile che continuino queste incongruenze, questi errori, sempre a carico dei cittadini», commenta amaramente. M.M.
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