Il Tirreno

Letta su Eaton e Nca «Non si può vivere di cassa integrazione»

Cinzia Carpita
Enrico Letta nell’incontro con i sindacati nella sede del Pd
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Enrico Letta nell’incontro con i sindacati nella sede del Pd

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 CARRARA. «Appena sarà nominato il nuovo ministro dello sviluppo economico, gli porterò sul tavolo, in via prioritaria per la Toscana, le vertenze Nca e Eaton»: parola di Enrico Letta ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Prodi, e ora vice segretario nazionale del Pd. Ieri nella sede del partito in via Groppini ha incontrato vertici della Provincia, sindacalisti e delegazioni di lavoratori del cantiere di Marina e dello stabilimento di Massa che gli hanno riassunto la drammatica situazione occupazionale: cassa integrazione, futuro incerto.  Tra l'altro, per la cantieristica, il 21 settembre a Roma ci sarà un'iniziativa organizzata dai sindacati nazionali, con i sindaci delle città sedi di cantieri navali. E il primo ottobre è previsto un grande sciopero: «Saremo sotto le finestre di Palazzo Chigi», hanno detto i sindacalisti a Letta, che li ha incontrati poco prima dell'inaugurazione di Convivere alla quale per sopraggiunti impegni, non ha potuto intervenire il presidente della Regione, Enrico Rossi. Che forse i lavoratori di Eaton e Nca avrebbero invece voluto vedere in città, per un aggiornamento sulla situazione, dopo la sua visita alcuni mesi fa. La manifestazione culturale che parla di Europa si cala quindi in un territorio che risente sia dell'andamento generale della cantieristica (Nca ha recentemente perso una gara per commesse acquisite dai Danesi), sia delle politiche delle multinazionali che - è storia - hanno abbandonato la terra apuana (magari salvaguardando, come nel caso Eaton, insedimamenti in altre aree europee).  Fra lavoratori diretti e indiretti di Nca e Eaton, sono in gioco 1.500 posti di lavoro, in una provincia in difficoltà dagli anni Novanta, dove - hanno sottolineato i sindacalisti - la disoccupazione è all'11 per cento. Con il rischio di gravi tensioni sociali.  Hanno parlato Franco Borghini della Uil, Patrizia Bernieri della Cgil, Marco Battistini della Fim Cisl, Alessio Castelli della Fiom Cgil, lavoratori Eaton. Grande preoccupazione per via di un ministero (dello sviluppo economico) senza ministro: mancando l'interlocutore politico a Roma, tutto è più difficile nonostante gli sforzi delle istituzioni locali e della Regione per sbloccare le due vertenze.  Ricapitolando: per Eaton i lavoratori sperano oggi nell'ipotesi Global Carbon e sollecitano un piano industriale perché la cassa integrazione finirà a dicembre e le deroghe non tranquillizzano nessuno; per Nca sono in "cassa" circa 140 lavoratori su 180: le commesse (traghetti Grimaldi, refitting) sono praticamente finite, e senza nuove acquisizioni lo stabilimento dovrà limitarsi alle manutenzioni che occuperanno una piccola parte di personale. Occorre un nuovo assetto societario. Perciò è stato chiesto a Enrico Letta di farsi portavoce nelle sedi ministeriali di queste situazioni. E' stato anche toccato il tasto Tirrenia - Toremar, ossia la possibilità tramite la Regione che Nca ottenga qualche commessa. Ma l'obiettivo resta Fincantieri: mettere Nca definitivamente sotto l'ala pubblica.  Letta ha compreso che la tensione è elevata: «Forse questa è la provincia più in difficoltà di tutta la Toscana. Non si vive di cassa integrazione, va costruito un "dopo". Il Pd nazionale terrà alta l'attenzione sulle vertenze. C'è un buco normativo, e ci sono nostre proposte di legge per colmarlo: occorre fare patti chiari con le multinazionali affinché non lascino i territori in brache di tela. Un prossimo governo di centro sinistra dovrà risolvere questo problema».  

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