Il dolore
Le drag queen in piazza
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Uno show di drag queen Debutta oggi la sagra del finocchio fra cultura spettacolo, cena sotto le stelle e riflessione
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CARRARA. Messe da parte le polemiche oggi è la giornata della Sagra del finocchio, in piazza San Francesco. Una piazza che è divenuta, nel giro di pochi giorni, una vera e propria icona di libertà per la città: sabato scorso ha ospitato la performance di Vanessa Beecroft (e le sue suggestive donne nude). Le polemiche che hanno accompagnato (e messo in dubbio) la sagra sembrano davvero superate. Solo un piccolo strascico: gli organizzatori non hanno ricevuto alcuna risposta all'invito inoltrato al sindaco Angelo Zubbani. Dovrebbe invece esserci, sicuramente, Remo Bodei, il curatore scientifico di Con-vivere. IL PROGRAMMA. Quattro aree tematiche: Area salute (Infezioni sessualmente trasmissibili e salute); legale (Diritti Civili GLBT); Area diversità e violenza (Omofobia, transfobia e violenza) e Area identità di genere: il mondo Trans e l'identità di genere. Durante il Barcamp sarà possibile visitare anche la mostra fotografica «Olocausto e triangoli rosa». Interverranno fra gli altri: Giacomo Guccinelli, rappresentante nazionale giovani Arcigay, Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, Sergio Rovasio, presidente associazione Radicale Certi Diritti, Stefano Carnone, responsabile regionale commissioni politiche sociali di Rifondazione. Sarà presente, fra gli altri, il coordinatore provinciale del Pdl Jacopo Ferri. La giornata comincia alle 9. Alle 18 presentazione del libro di Pasquale Quaranta «Omosessualità e Vangelo- Don Franco Barbero risponde» con la partecipazione dell'autore. Ore 19.45 spazio gastronomico. A seguire spettacolo Dj set e Drag Queen direttamente da Bologna «Queen sisters show». L'associazione radicale replica a Benedetti. Al consigliere comunale di Massa Stefano Benedetti (La Destra per gli italiani) che si è appellato al vescovo per chiedere di revocare l'autorizzazione della manifestazione replica l'associazione radicale Certi diritti. «Sarebbe più opportuno - scirve l'associazione - chiedere conto alla chiesa delle gravi persecuzioni di cui si è macchiata nel corso dei secoli».
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