«Altri divieti, Pdl e Lega hanno tradito doppiette e agricoltori»
La denuncia di Caccia Ambiente: chi paga i danni degli storni?
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Per i cacciatori niente deroga nella caccia agli storni 2 MINUTI DI LETTURA
AULLA. Il coordinatore regionale di Caccia-Ambiente, Giuseppe Costa, polemizza per il mancato via libera al prelievo di alcune specie. «Nonostante le promesse dei soliti partiti - scrive - ancora una volta le persone di buon senso escono sconfitte da meschine intransigenze tra animalisti da salotto e politici. L'assessore all'Agricoltura Gianni Salvadori della Regione Toscana, ha dichiarato che non è stato possibile adottare la caccia alla specie storno perché l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), soggetto scientifico del Ministro dell'ambiente, ha espresso un parere vincolante e negativo sull'abbattimento degli storni di cui, tutti, conosciamo benissimo il potenziale distruttivo». Ma - tuona Costa - «il parere dell'Ispra è solo consultivo e non vincolante. Non è la prima volta che l'Ispra si pronuncia in maniera negativa nei confronti della caccia e questo sicuramente fa presumere che all'interno dell'istituto ci siano personaggi contrari a prescindere a questa forma di contenimento (l'unica che si è dimostrata efficace e a totale costo zero per la comunità) e non certo dotti scienziati». Si chiede il coordinatore regionale: «A questo punto la domanda sorge spontanea: chi pagherà i danni quantificabili in centinaia di migliaia di euro, che lo storno provocherà alle nostre pregiate colture toscane? L'Ispra? O forse gli azionisti di maggioranza di quest'ultima, ovvero Wwf, Lipu, Lac e compagnia cantante? Oppure se ne dovranno fare carico tutti i comuni cittadini che pagano le tasse?». A detta di Caccia Ambiente, «ogni Regione italiana dovrebbe avere un Istituto tecnico scientifico proprio, che sappia valutare sul territorio qual è la realtà delle situazioni. Ma tutto questo nasce dall'approvazione dell'art. 42 della legge Comunitaria, i soliti personaggi hanno scritto a tutte le Regioni intimandogli di vietare la caccia ad alcune specie in pre apertura. In realtà constatiamo che l'art. 18 non è stato modificato dal Parlamento e in assenza di prescrizini a carico delle Regioni, non esistono restrizioni ulteriori». Secondo Costa, i cacciatori sono stati "traditi" da Pdl e LegaNord, «ostaggi oramai ai massimi livelli di animalisti da poltrona, nonostante i voti ricevuti dai seguaci di Diana (vedi anche in Veneto e Lombardia sulle specie in deroga) e dagli agricoltori», conclude il coordinatore Caccia Ambiente.
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