Sicurezza
Sporcizia, polvere, abbandono nella zona industriale. Aziende e Comuni studiano interventi
Fare impresa nel degrado
Claudio Figaia
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La strada chiusa da blocchi di cemento e sotto degrado in via Massa Avenza Gli imprenditori: imbarazzante ricevere qui i clienti
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MASSA. «Ma voi davvero volete fare produzioni di qualità in una zona come questa?» La battuta è di un cliente di un'importante azienda che opera nella Zona industriale. E si riferisce proprio alle condizioni, pessime, del comparto produttivo apuano. Strade polverose, capannoni abbandonati, rovi e vegetazione selvaggia, segnaletica incerta, rifiuti ovunque. Imbarazzata la risposta dell'imprenditore: c'è poco da dire la zona industriale è indifendibile dal punto di vista del decoro, dell'immagine e della vivibilità ambientale. Vabbè - si potrebbe replicare -, dopo tutto si tratta di un luogo dove si produce e si lavora, qui non si viene a fare passeggiate o a respirare aria buona. Ma il fatto è che l'imprenditoria moderna guarda sempre più anche all'immagine, non solo alla sostanza. «E in molte zone - ammette Andrea Balestri, direttore dell'Associazione industriali di Massa Carrara - è davvero imbarazzante per le imprese ricevere clienti che vengono a trattare affari importanti». Nasce da qui, dalla consapevolezza che dare un nuovo volto alla zona industriale è necessario, che Assindustria ha promosso un incontro con le amministrazioni per «vedere che fare». Il presidente dell'associazione Alessandro Caro e lo stesso direttore Balestri hanno avuto nei giorni scorsi un primo colloquio con i sindaci Roberto Pucci e Angelo Zubbani e il presidente della Provincia Osvaldo Angeli. La lista delle cose che non vanno è lunga. Va dalle discariche abusive lungo via Bordigona, all'assenza di marciapiedi in quasi tutta l'area, alla sporcizia che regna sovrana. Dallo stato di abbandono di aree e capannoni di cui a volte neanche si conosce la proprietà al passante ferroviario i cui binari sono coperti da sterpaglia. Fino alla polvere delle aziende di carbonato e ai cattivi odori del Cermec. E poi ci sono i problemi che "stanno sotto", come la rete fognaria ampiamente inadeguata. O quelli della viabilità, con strade mai completate o via degli Unni bloccata da cubi di cemento. Mille problemi di cui sono responsabili aziende ed enti pubblici. «Abbiamo cominciato a ragionare su come intervenire - dice Balestri - pensiamo anche all'installazione di telecamere di controllo». Gli aspetti tecnici sono però ancora da definire. In gioco ci sono anche bandi europei finalizzati proprio al miglioramento ambientale delle zone industriali. Finanziamenti che la Provincia utilizzerà per la costruzione di rotatorie sulle strade di sua competenza, mentre i Comuni stanno studiando come accedere a quei sostegni senza sforare il patto di stabilità. Insomma, una zona industriale "ambientalmente corretta" è possibile. E la decisione di Assindustria di tenere la sua assemblea annuale (il 18) al Pignone, cuore della zona, è un segnale preciso.
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