Il Tirreno

«Dilazionate le tasse comunali»

Il consigliere Daniele Rossi e Fivizzano
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Il consigliere Daniele Rossi e Fivizzano

L'appello del consigliere Rossi: almeno Tarsu e servizi scolastici

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 FIVIZZANO. C'è crisi economica, le famiglie non solo fivizzanesi sempre più difficilmente riescono ad arrivare alla fine del mese, e così il consigliere comunale di minoranza Daniele Rossi ha presentato una mozione alla Giunta comunale con la quale chiede di dilazionare ulteriormente le rate delle imposte comunali per venire incontro alle difficoltà finanziarie delle famiglie.  «Dopo aver tentato di stabilire delle norme strutturali, che potessero far entrare soldi nelle tasche dei cittadini attraverso le energie rinnovabili, tentativo ovviamente respinto dalla maggioranza con motivazioni vicine al ridicolo, ho ritenuto opportuno - scrive fra l'altro Rossi nel suo intervento relativo al pianeta tasse comunali - presentare una mozione consigliare che rivedesse il sistema della tassazione locale».  La richiesta del consigliere di minoranza nel dettaglio è la seguente: «Si richiede un aumento delle rate per le imposte locali che hanno subìto significativi aumenti nel corso dell'ultimo anno quali Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani) e servizi scolastici, dunque inserire una quarta rata per la Tarsu e altre due per i servizi scolastici, oltre che uno scaglione Isee intermedio per chi usufruisce di pulmini e mensa scolastica».  Secondo il consigliere indipendente della minoranza, in particolare, «l'approvazione di questa mozione, che andrebbe incontro alle richieste di molte famiglie, consentirebbe a queste ultime di dilazionare nel tempo le uscite finanziare che, in un periodo di crisi come quello attuale sono particolarmente pesanti soprattutto per chi ha figli da mandare a scuola». E conclude: «Vedremo se la maggioranza vorrà questa volta accogliere una proposta tutto sommato ragionevole dell'opposizione, e condivisa da larga parte della popolazione del Comune, oppure vorrà una volta di più dimostrare come le ragioni dei cittadini siano una cosa secondaria rispetto alle poltrone». M.L.

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