Il Tirreno

La guerra dei rifiuti. Attacco alla Provincia: «Ignora le batoste del Tar e che la società esiste»

Costa, 7 milioni di arretrati

Gianluca Uberti
Un esterno della ditta Costa
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Un esterno della ditta Costa

La Cisl: enti pubblici e società miste devono pagare

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 AULLA. Mentre qualcuno torna a lamentare il ritorno della puzza e dopo le ovvie rassicurazioni di Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome, sul prosieguo dell'attività agli impianti di Albiano Magra, nonostante il deposito presso il Tribunale di La Spezia di una proposta di concordato preventivo ex art. 160 Legge fallimentare, ora, finalmente, interviene anche la Cisl.  La Cisl, lo ricordiamo, è il sindacato maggiormente rappresentativo all'interno dell'Impresa Costa Mauro sas.  Per la precisione a parlare è il segretario provinciale della Fit/Cisl, Guerrino Baldi, il quale chiama in causa i quattrini che enti pubblici e municipalizzate devono alla ditta Costa.  «L'articolo 160 della Legge fallimentare - ricorda Baldi - indica le condizioni per l'ammissione alla procedura in esame, stabilisce che l'imprenditore in "Stato di crisi"....... ha facoltà di proporre ai creditori un concordato preventivo sulla base di un piano, il quale può prevedere una serie di interventi. Il primo di questi è la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti». Aggiunge la Fit-Cisl: «Noi siamo del parere che se alla ditta Costa rientrassero tutti i soldi, circa sette milioni di euro, di credito che ha nei confronti di enti locali e società a capitale pubblico, non ci sarebbe bisogno di concordato preventivo e i lavoratori sarebbero più tranquilli».  E aggiunge: «Non è vero che l'accordo con la cooperativa Idealservice non funziona, anzi funziona bene sia per l'ambiente che per l'occupazione di diversi lavoratori ex ditta Costa, "salvati" dalla cassa integrazione o, peggio ancora, dalla mobilitazione. E' questo che qualcuno vuole? Si vuole il licenziamento dei lavoratori?».  Auspicando che quelle di Baldi siano domande retoriche e che nessuno immagini scenari del genere, la Fit/Cisl mette sul banco degli imputati, oltre agli enti e alle società che non pagano, anche la Provincia di Massa-Carrara, «Che ci mette del suo. Infatti, nonostante le continue "batoste" del Tar, la Provincia prosegue ad ignorare che nel suo Piano dei rifiuti esistono due società e, come organo di governo del territorio, dovrebbe salvaguardare tutti - sottolinea Baldi - nel rispetto dell'ambiente e dell'occupazione».  Quindi, il segretario provinciale della Fit/Cisl ribadisce che «è dal 18 agosto che questa organizzazione sindacale chiede al presidente della Provincia di Massa-Carrara, Osvaldo Angeli, e all'assessore provinciale all'ambiente, Livio Grillotti, di convocare un tavolo con Provincia, sindacati e responsabili delle società Cermec e Costa per quanto riguarda la situazione dei rifiuti delle due società; nessuna convocazione - lamenta Baldi - ci è ancora pervenuta».

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