Il dolore
«Berlusconi fa solo del calcio mercato»
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Lavoratori Nca e Eaton e, sotto Enrico Letta fra i sindaci Roberto Pucci e Angelo Zubbani L'ex ministro assicura: nessun pasticcio con la sinistra
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CARRARA. Ha parlato di Europa. Dell'euro («Uno scudo che ha salvato l'Italia da tante crisi»). Ma (giù dal palco) anche di politica nazionale e di Berlusconi. Enrico Letta è stato il primo big a confrontarsi (nel dibattito insieme a Lucio Caracciolo) con la platea di Convivere. E a introdurre il tema della rassegna: quale futuro per l'Europa? Dalla politica all'euro. Enrico Letta ha commentato la situazione nazionale. E in particolare quella della sinistra. Passando poi al tema centrale del festival Convivere: l'Europa. La politica e Berlusconi. «Non ci sono e non ci saranno mai pasticci tra il Pd ed altre forze politiche che militano a sinistra. Gli elettori non capirebbero». Letta ha smentito, come già ha fatto Ferrero, un rapporto tra Pd e Federazione della Sinistra. «Il Pd costruirà una coalizione per vincere le prossime elezioni e per governare il paese - ha aggiunto Letta - ma con assoluta coerenza. Faremo alleanze solo con chi vuole vincere e governare». Non poteva mancare, da parte del vicesegretario del Pd, un riferimento a Berlusconi. «Berlusconi sta tentando di trasformare il Parlamento nel calcio mercato e noi dobbiamo denunciare questa situazione». «Berlusconi cerca di portare dalla sua parte parlamentari eletti contro di lui alle elezioni; sta praticando il ribaltonismo di cui si è sempre sentito vittima, dimostrando una grande incoerenza politica - ha aggiunto Letta -. Il Paese non ha bisogno di questo, ma di qualcuno che sappia governare e Berlusconi sta dimostrando di non esserne in grado». Il futuro dell'Europa. Dall'analisi «nazionale» a quella, allargata all'Europa. Quella di cui Enrico Letta ha delineato nel libro nato, a quattro mani, con Lucio Caracciolo. «L'Europa non è finita - ha esordito Letta - ma a patto che non si dia per scontata. Altrimenti si rischia, tutti quanti, di fare la fine della Grecia». Per il vicesegretario del Pd la strada da percorrere è quella della semplificazione. «Bisogna arrivare all'elezione diretta per presidente dell'Unione europea, creare un nostro fondo monetario e investire nei grandi poli della ricerca, a livello europeo - ha messo in luce Enrico Letta - Solo così potremo competere con il grande asse mondiale costituito da Usa e Cina». E infine un passaggio è stato riservato ai giovani, quelli che il futuro dell'Europa lo vivranno in prima persona da protagonisti. «Adesso l'Europa non è più vista come un valore, ma come la Ryanair e l'Erasmus - ha concluso - bisogna recuperare un'identità più vera e reale: quella dell'Europa come risorsa, non come imposizione».
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