Attenzione
Troppi avvocati e poco lavoro
Gabriele Dini
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MASSA. Sono oltre 640 gli avvocati abilitati alla professione nella provincia di Massa e Carrara. Un numero già enorme rispetto alla popolazione, ma che è in continua crescita con circa 20 nuovi ingressi all'anno. E così dall' ordine professionale arriva un allarme: «Sono troppi, e molti giovani rischiano di non trovare lavoro. Inoltre la troppa concorrenza abbassa la qualità». Ma la soluzione proposta dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, cioé mettere il numero chiuso per gli accessi all'ordine degli avvocati continua a non piacere. «Meglio selezionare a partire dall'università». I numeri. Nei registri dell'ordine degli avvocati di Massa e Carrara risultano iscritte 644 persone in totale. Escludendo i dipendenti della pubblica amministrazione - cioè coloro che lavorano per comuni, province, Asl - restano 631 liberi professionisti. E il numero cresce ogni anno: nel 2009 43 persone sono entrate nell'albo; finora nel 2010 sono state 20. «La media - spiegano dalla segreteria dell'ordine - negli ultimi anni sta scendendo seguendo il trend nazionale». Ma il numero totale resta comunque troppo alto rispetto ai 200mila abitanti della provincia. Concorrenza spietata. L'eccessivo affollamento nel settore crea molti problemi. Innanzitutto ci sono le difficoltà per i giovani che iniziano la professione: difficile trovare spazio ma anche guadagnare in maniera adeguata (anche perché, come dice un giovane avvocato, «la cosa più difficile con la crisi è farsi pagare dai clienti»). Poi c'è la questione concorrenza. Per avere clienti si offrono prezzi sempre più bassi. Ma la corsa al ribasso porta a un calo della qualità dei servizi offerti. Inoltre si accetta ogni tipo di causa (specializzarsi è un lusso che pochi possono permettersi). E così, come confermano dall'ordine, si moltiplicano i ricorsi da parte di clienti insoddisfatti. Il ministro Alfano ha proposto di limitare gli accessi all'albo professionale. Ma l'idea non piace agli avvocati apuani. «Non si può bloccare l'accesso alla professione - spiega il presidente dell'ordine Salvatore Gioè - a persone che tra università ed esame di stato hanno studiato 10 anni. Bisognerebbe invece limitare gli ingressi nelle facoltà di Giurisprudenza. Il problema va risolto a monte». Gioè conferma i problemi economici incontrati dalle nuove generazioni di avvocati. «Ormai - spiega Gioè, avvocato civilista di 48 anni con 20 anni di professione alle spalle e uno studio a Marina di Carrara - l'80% dei giovani avvocati lotta per portare a casa uno stipendio decente. E la concorrenza è spietata come dimostrano le numerose segnalazioni di violazioni che ci vengono fatte dagli iscritti». Formazione difficile. Pareri simili esprime anche Luca Lattanzi, presidente massese dell'Aiga, l'associazione dei giovani avvocati. Per Lattanzi le sicurezze sono poche anche a causa dello scoglio esame di stato. «L'esame - spiega Lattanzi - non è troppo difficile. Ma le promozioni vengono attribuite in maniera poco chiara, diciamo così. A volte sembra che si voglia bocciare per limitare le quote di ingressi. Il numero chiuso esiste già in maniera nascosta. Meglio ridurre gli afflussi all'università». Lattanzi parla poi di giovani avvocati che vengono "sfruttati" dagli studi per fare le code in cancelleria. «Invece di imparare lavorando a fianco degli avvocati - spiega - i giovani vengono costretti a depositare atti. Così non si impara niente».
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