Il dolore
Italia Nostra contro il Comune
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Ancora polemiche sul progetto scale mobili per il castello Malaspina Sulle scale mobili interviene il difensore civico
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MASSA. Ma gli atti che riguardano le scale mobili, sono consultabili? Secondo il Comune no. O per lo meno non può consultarli Italia Nostra. Che di fronte al diniego, va su tutte le furie e bussa alle porte del difensore civico prima e del garante della informazione, poi. E, in effetti, l'associazione ambientalista porta a casa un risultato perché il difensore riconosce che «il Comune di Massa deve riesaminare la richiesta di accesso agli atti». La storia. Che ad Italia Nostra l'idea di realizzare le scale mobili al Castello non vada a genio è cosa nota. Gli ambientalisti però vogliono capire al meglio come è strutturato il progetto e il 30 luglio chiedono l'accesso ai documenti amministrativi. Il 9 agosto ricevono la risposta del capo di gabinetto Massimo Bertozzi il quale precisa che «il diritto di accesso non si atteggia come una sorta di azione popolare diretta a consentire un controllo generalizzato sull'amministrazione». E specifica che l'istanza deve essere motivata da un interesse legittimo e che la documentazione richiesta deve essere riferibile a tale interesse. Insomma, in parole semplici, il Comune non riconosce ad Italia Nostra un interesse concreto sulla questione. Dal difensore civico. Il 13 agosto l'associazione chiede il parere del difensore civico. Il quale precisa che, in base alla normativa, «l'informazione ambientale deve essere resa accessibile a chiunque ne faccia richiesta senza che questi debba dichiarare il proprio interesse». Non soltanto, secondo il difensore, nel caso di Italia Nostra non si ravvisa «un controllo generalizzato sull'amministrazione» perché gli ambientalisti chiedono atti specifici su un progetto particolare. In ogni caso viene riconosciuta all'associazione la titolarità di diritti collettivi, essendo un'organizzazione «radicata sul territorio». Il garante dell'informazione. Gli ambientalisti bussano anche agli uffici di Firenze. La risposta che ricevono è articolata perché si riconosce che l'amministrazione deve tutelarsi da forme di controllo generalizzato sul suo operato, ma si afferma altresì che «l'accesso ad informazioni ambientali non richiede né il possesso, né la dimostrazione di posizioni legittimanti ed eventuali formulazioni generiche non conducono al rigetto dell'istanza, ma alla richiesta di una migliore specificazione». Il Garante ricorda anche che «Italia Nostra è un'associazione riconosciuta e abilitata a ricorrere direttamente ai tribunali per la tutela dell'ambiente». Poi dal Garante l'invito ad un più fruttuosa collaborazione.
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