Sicurezza
Liniziativa. I promotori sono 26 imprenditori apuani e a finanziare il loro progetto potrebbero essere alcune banche
Una nuova società in corsa per il porto
Chiara Sillicani
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LA ZONA. La foce del Lavello dove sorgerebbe il porto turistico E sotto, Lorenzo Schiaffino E' presieduta da Lorenzo Schiaffino ed ha un capitale sociale di 100mila euro
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MARINA DI MASSA. È ufficiale. Di una società tutta massese, pronta a presentare un progetto di porto ecocompatibile, si è parlato ampiamente, ma adesso quella società ha un nome. La Porto turistico apuano srl si è costituita. E da ieri quel nuovo soggetto giuridico è iscritto anche alla Camera di commercio. Insomma, i promotori hanno fatto sul serio. Basta una visura camerale per capire che a sostenere l'iniziativa - o per lo meno a svolgere un ruolo di prima fila - sono i campeggiatori. A presiedere il consiglio di amministrazione è, infatti, il professore Lorenzo Schiaffino, uno dei primi ad aderire al fronte del "no", proprietario del campeggio Italia e con quote societarie (seppure ridotte dopo l'operazione dell'Asi) nella Turimar. Vice presidente è Marco Luccetti, segretario dell'Egeparc (l'associazione dei titolari di camping). Nel cda siedono altri due consiglieri: si tratta di Andrea Genovesi ed Argante Mussi. Ad aderire al progetto sono 26 persone, anche se le firme in calce all'atto costitutivo sono 29: qualcuno ha sottoscritto - e quindi contribuito - sia a titolo privato, sia come amministratore di società. E - elemento non da poco - la Porto turistico apuano vanta un capitale niente male: 100mila euro. I vari soci si sono messi le mani in tasca ed hanno fatto la loro parte per concretizzare la loro idea di porto. Certo, per realizzare un progetto possono bastare migliaia di euro. Ma per farlo? Allora serviranno davvero montagne di soldi. Quei 26 promotori ce la faranno? È vero, si tratta di un investimento da capogiro, ma c'è chi giura che le risorse arriveranno da soggetti importanti e si parla addirittura di istituti bancari interessati alla realizzazione del porto. Se cosi fosse sarebbe davvero tutta un'altra storia. Per ora una cosa è certa: la società c'è e due studi (uno di architettura e uno di ingegneria) sono al lavoro per stendere il progetto: un porto di dimensioni contenute - assicurano i promotori - e che non altererà il percorso delle correnti.
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