Il Tirreno

Troppi cinghiali, rischio malattie infettive

Cinghiali e sotto Ercolini
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Cinghiali e sotto Ercolini

Allarme di Valerio Ercolini (Cpa) che chiede di allungare di un mese la stagione venatoria

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 PONTREMOLI. Emergenza cinghiali, summit in Provincia richiesto dal partito Caccia Ambiente, a cui hanno partecipato il presidente Osvaldo Angeli e l'assessore alla caccia Domenico Ceccotti; presenti anche, in qualità di rappresentanti delle associazioni venatorie, Giuseppe Costa (Anuu) e Valerio Ercolini (Cpa sport).  «Per quanto concerne il cinghiale - commenta Ercolini - è stata riproposta la possibilità di poterlo cacciare un mese in più rispetto agli anni precedenti, anche quando il terreno e coperto di neve, nei Parchi e nei divieti di caccia perchè questa specie non risparmia le coltivazioni degli agricoltori che dopo tanta fatica per far quadrare il bilancio famigliare, vedono distrutto il loro raccolto. È noto a tutto il mondo venatorio e agricolo che il cinghiale esce di notte dai divieti di caccia e percorre anche 40-50 chilometri per potersi cibare, rientrando poi a "casa" prima che sia giorno per non essere preda dei cacciatori. Pertanto poterlo cacciare anche nei parchi non è diventata solo una neccessità per i contadini i quali subiscono danni ingenti, ma anche una neccessità sotto il profilo sanitario, perchè troppi cinghiali potrebbero dare corso a malattie infettive come la peste suina».  Valerio Ercolini aggiunge che «per la zona di Ripopolamento e cattura è stata richiesta la liberarizzazione di questo territorio dalla prossima apertura di caccia, visto che in circa 20 anni dalla sua istituzione non ha prodotto nulla se non gettare al vento centinaia di migliaia di euro: spesa che non ha prodotto alcun ritorno in termini ambientali e di selvaggina, nata allo stato naturale, da immettere sul restante territorio dell'Atc. In merito alle nostre richieste abbiamo ricordato all'assessore Ceccotti e al presidente Angeli che la Provincia, oltre un anno fa, per la prima volta si era convinta della neccessità di liberarizzare questa zona. Poi, non si capisce il perchè, non ha dato seguito alle promesse fatte, facendo anzi marcia indietro. Adesso l'assessore si è di nuovo impegnato a convocare una riunione con tutte le associazioni venatorie della provincia e l'Atc, per stabilire se sono favorevoli a liberarizzare la Zona di ripopolamento e cattura».  Infine, ricorda Ercolini, «è stato proposto alla Provincia di autorizzare l'Atc in base all'art 37 della L.R. a fare interventi mirati per il controllo delle specie nocive, le quali non lasciano scampo alla selvaggina nobile stanziale immessa per i ripopolamenti sul terrirorio provinciale. È dunque giunto il momento di agire da parte di tutti gli interessati in modo da prendere decisioni serie e non temporeggiare ulteriormente. Vi è neccessità di interventi urgenti i quali vadano incontro non solo a tutto il mondo venatorio. Vedremo se ci sarà la volontà politica e di tutte le associazioni venatorie per sanare una situazione disastrosa per il mondo venatorio, che si sta trascinando ormai da troppi anni». R.L.

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