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Cobas: meglio laffitto
Legambiente: il giusto? 180 milioni in 7 anni
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CARRARA. Fra le varie prese di posizione, Giovanni Pedrazzi del Cobas marmo non ha dubbi, e parte dall'amara osservazione che i lavoratori al monte si sono ridotti dai 1240 del 1990 ai meno di settecento di oggi. «Secondo noi, la parola concessione deve essere tramutata in "affitto" - sottolinea Pedrazzi - la legge regionale 80 e sue modificazioni deve essere rivista e corretta affinchè assegni al Comune la piena potestà di controllo del settore estrattivo. Nell'affitto devono entrare tutte quelle voci legate a tasse e balzelli sul marmo esistenti così operando sparirebbero d'incanto tutte le cause pendenti contro il Comune. Le cave sono del Comune e come tali dell'intera collettività carrarese, con buona pace di chi afferma che i siti sono suoi perchè da anni li lavora». Da parte sua Legambiente ricorda che fin dal settembre 2002 una commissione di esperti invitava ad applicare il canone concessorio, che poteva arrivare fino al 10 per cento del valore commerciale del bianco estratto. Stando a valori medi, 150 euro la tonnellata per il bianco, 800 per lo statuario, dal 2002 a oggi, su sette milioni di tonnellate di marmo, potevano benissimo entrare 17 milioni l'anno di canone concessorio (17 milioni per 7 anni, 119 milioni); e la legge regionale prevedeva un ulteriore 5%, quindi altri 59,5 milioni in 7 anni (totale, quasi 180). Pareri autorevoli, ricorda Legambiente, suffragano questa impostazione. «Perché il Comune non ne ha tenuto conto?», si chiede.
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