La manifestazione
«La Curia fa concorrenza sleale ai bagni»
Alessandra Vivoli
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Tutti al mare ma alla spiaggia libera Giorgeri (Pse): non paga l'Iva e fa prezzi più bassi; Zubbani: chiederò una fetta di spiaggia
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MARINA DI CARRARA. È già diventata la spiaggia libera della discordia: quella per cui Rifondazione comunista si è schierata contro la curia, chiedendo al Comune di riappropriarsi della concessione di quel tratto di arenile. Oggi arriva la replica del direttore della Colonia Diocesana, don Guido Ceci: «Ci vorrebbbe un po' più di moralità prima di ragionare di queste cose». La spiaggia libera della curia diventa un caso politico. Il primo a tirare il sasso nello stagno è stato il consigliere di Rc Piero Marchini: sua la proposta di togliere la spiaggia alla Curia, visto che la colonia Diocesana «non svolgerebbe più la funzione sociale a cui era deputata». A rincarare la dose un altro consigliere, il socialista Pietro Giorgeri che prende posizione. «La colonia Diocesana è gestita alla stessa stregua di uno stabilimento privato - dichiara il consigliere socialista - e ci fa concorrenza perché, avendo meno spese, applica tariffe molto più basse». Giorgeri: la colonia fa concorrenza sleale ai bagni. Nella «guerra dell'arenile» Pietro Giorgeri dice la sua nel doppio ruolo di consigliere comunale (è presidente della commissione urbanistica) e operatore del settore (gestisce il bagno Lunezia alla Fossa Maestra). «Quella di Piero Marchini è stata una provocazione - dichiara Giorgeri.- Ma la questione riguardo la spiaggia libera gestita dalla curia va avanti da anni. E c'è, innanzitutto, da precisare una cosa: la colonia diocesana non svolge più la funzione che si era preposta, ossia consentire di fare un po' di mare anche ai bambini meno abbienti. Di fatto, è divenuta uno stabilimento balneare, con ristorante a camere: e ci fa concorrenza sleale». «Se fosse classificata come il 41esimo stabilimento balneare della riviera - continua Giorgeri - non esisterebbe alcun problema. Ma qui stiamo parlando di quello che è a tutti gli effetti un bagno: ma non paga l'Iva, e ha grosse agevolazioni sulla Tarsu e sulla concessione demaniale. Questo consente di fare prezzi molto più bassi: se un ombrellone da noi privati costa da 800 fino a 1100 euro a stagione, alla Colonia si scende a 600 euro». Un'analisi dettagliata quella di Giorgeri. Che non chiede di «mandare via i preti e le suore» ma fa una richiesta precisa all'amministrazione. «Credo che una verifica sia necessaria da parte dell'amministrazione - conclude Giorgeri - Dovrebbe essere chiarito il compito della colonia Diocesana visto che sua funzione sociale è stata stravolta». Il sindaco: nessun esproprio, ma potremmo chiedere un pezzo di quell'arenile. Il sindaco Zubbani prova a fare l'ago della bilancia. «Certo non voglio neppure sentire parlare di espropri o di azioni di forza - spiega - Ma se davvero, anche a causa della crisi ci sono sempre più utenti delle spiagge libere, potremmo, con assoluto garbo, metterci a un tavolo con la Curia e valutare se è possibile affrancare un pezzo di quella spiaggia e allargare quella comunale della Fossa Maestra». Don Ceci: è una questione morale. Il direttore della Dicoesana non vuole fare polemica. Ma precisa. «La nostra è una casa vacanze, e abbiamo l'autorizzazione del Comune - dice il parroco di San Prospero, a Monzone - Qui vengono al mare gruppi dalla Lunigiana, la Garfagnana, ma anche da Parma e dalla Lucchesia, che altrimenti non potrebbero permettersi di fare il mare. Prima di dire certe cose bisognerebbe riflettere, ci vorrebbe un po' di moralità».
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