Il Tirreno

«Il mio bar è distrutto, e io ho paura»

Il bar distrutto e Claudia Rossi
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Il bar distrutto e Claudia Rossi

Parla la titolare della Pineta: prima le molotov, ora l'incendio

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 MARINA DI CARRARA. «Uno risparmia una vita per aprire un locale, fa tanti sacrifici e poi guarda qui. Ci saranno più di 250mila euro di danni: devo chiamare la ruspa per far portare via tutto, non c'è niente di recuperabile. Nemmeno una tazzina».  È disperata Claudia Rossi, titolare del bar panigacceria La Pineta in via Garibaldi a Marina, andato completamente distrutto (sabato notte) da un attentato incendiario.  Fuori dal locale ci sono ancora in terra parecchi fiammiferi, alcuni intatti. Altri usati.  E qualche frammento dei giornali utilizzati per appiccare il fuoco: il resto lo hanno portato via gli inquirenti che stanno entrando nel vivo delle indagini. E, nel locale, è stato rinvenuto, e sequestrato anche un piede di porco.  Dentro al bar che si trova a pochi passi dalla piazza centrale di Marina, uno scenario apocalittico. Tutte le pareti annerite. È bruciato tutto: la macchina del caffè, gli arredi, perfino le bottiglie d'acqua sono cosparse da una patina nera. È rimasto intatto solo il cartello con la chiusura per ferie. Il bar avrebbe dovuto riaprire ieri. Ma adesso non si sa neppure se riprenderà l'attività.  La titolare della panigacceria trattiene a stento le lacrime. «Ero in ferie - racconta - quando sono arrivata ho trovato questa desolazione. Non c'è più nulla del mio locale: chi può aver fatto tutto questo? E perché?»  È disperata Claudia Rossi. «Due anni fa tirarono contro il mio locale alcune bottiglie molotov che, per fortuna non esplosero - racconta - adesso hanno incendiato tutto. Ora io ho paura».  La titolare della Pineta, che proprio ieri pomeriggio è stata sentita a lungo dai carabinieri, dichiara di non aver mai ricevuto minacce o intimidazioni che potrebbero motivare un atto del genere. Una distruzione completa del bar nel cuore di Marina.  «Non ho avuto problemi con nessuno, assolutamente no - spiega - Questo è un locale tranquillo, con il suo tran-tran quotidiano e i suoi clienti. Non ci sono mai state discussioni o episodi che potessero far presagire una cosa del genere».  A andare in fumo, infatti, non è stata solo la porta d'ingresso del bar (i cui vetri sono completamente anneriti) ma, all'interno c'è ancora - a distanza di 4 giorni. Un forte odore acre. Proprio nel centro è stato bruciato tutto: dal bancone alle sedie, fino agli ombrelloni del dehors che erano stati riposti dentro prima della partenza per le ferie. Difficile capire la dinamica dell'accaduto: sembra quasi che qualcuno sia entrato dentro e abbia appiccato le fiamme.  «È uno spettacolo sconcertante - ripete Claudia - Se ci fossero le telecamere almeno sapremo chi è stato».  E la titolare della Pienta torna sul problema della sicurezza in una zona di marina per cui, già in passato, ci sono state parecchie lamentele.  «I lampioni in questa strada sono quasi nascosti dagli alberi - dice - La sera è quasi tutto al buio. Da tempo chiediamo più luce e maggiore sorveglianza: ma fino ad oggi non ci è stata data risposta». A.V.

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