Il Tirreno

«Togliamo alla chiesa la spiaggia libera»

Alessandra Vivoli
«Togliamo alla chiesa la spiaggia libera»

Marchini (Rifondazione): la colonia diocesana ormai è gestita come un bagno privato

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 CARRARA. Rifondazione comunista contro la chiesa, per la gestione delle spiagge libere. Una guerra all'ultimo ombrellone e all'ultimo metro quadrato di arenile che infiamma la fine dell'estate apuana. A dare fuoco alle polveri il consigliere di Rc Piero Marchini. Che chiede che venga tolto dalle mani della Colonia Diocesana, il tratto di arenile pubblico, poco distante dall'altra spiaggia libera, quella della Fossa Maestra, che gestisce ormai da anni. L'affondo ieri a Palazzo civico, nella seduta della commissione consiliare che avrebbe dovuto fare il punto sul riordino dell'arenile.  «Togliamo la gestione della spiaggia libera alla colonia Diocesana - dichiara Marchini - Quel tratto di arenile non ha più una funzione sociale ma viene tratto come un bagno privato. E, per giunta è quasi sempre vuoto. È giusto che torni nelle mani del Comune».  La dichiarazione, ad effetto, che ha spaccato la commissione delle Attività Produttive (con tanto di presa di distanza del consigliere del Pd Fabio Felici) è di Piero Marchini, di Rifondazione comunista.  Prima le cave («Era ora - dice Marchini - che il sindaco prendesse posizione»), e poi le spiagge. Un'altra virata a sinistra del Comune. Se Zubbani ha dichiarato che dalle risorse naturali «gestite da pochi» devono arrivare più ricadute sulla città, il consigliere di Rifondazione allarga il campo. Dai monti al mare.  «Qui non si parla di esproprio proletario - dice Marchini. Ma siamo di fronte a una situazione che ha del paradossale. La spiaggia libera delle colonie, quella ora gestita dalla Dicoesana, una volta era quella di riferimento per la gente dei paesi, ci andavano davvero in tanti. Adesso è quasi sempre mezza vuota, vi affittano gli ombrelloni come a un bagno privato. Perché non ne chiediamo almeno una parte da gestire come spiaggia comunale? È giusto che l'arenile venga gestito come cosa propria dalla Chiesa?»  La proposta di Piero Marchini è stata subito rigettata dal consigliere del Pd Fabio Felici: «Non mi sembra che il problema ora sia togliere la spiaggia alla Diocesana, io non sono d'accordo».  Sul tema gli altri membri della commissione hanno preferito non esprimersi. Mentre si è discusso a lungo sulla riorganizzazione delle spiagge libere, anche alla luce dell'unica convenzione ancora in piedi (ma in via di scadenza) con quella della Fossa Maestra. L'unico tratto di arenile comunale che per il 30% è spiaggia libera attrezzata.  «La gestione delle spiagge libere costa ogni anno al Comune 50mila euro - ha dichiarato il presidente della commissione Attività produttive, Fabio Traversi - Bisogna decidere se andare avanti così, e continuare a spendere quei soldi, anche in momenti difficili come questi. Oppure consentire un tratto maggiore di spiaggia libera attrezzata. La mia proposta è di proporre due gare diverse: una per l'Idorvora e una per al Fossa Maestra».  Per Simone Caffaz del Pdl: «Deve esserci un equilibrio fra arenile libero e quello attrezzato e, soprattutto serve un equilibrio anche a livello economico: per il Comune non ci devono essere costi - afferma - A mio parere, poi, bisognerebbe procedere al riordino con un bando complessivo in cui metterei in gara anche Amia, l'azienda che, peraltro si è già occupata della pulizia di 2 spiagge libere anche quest'anno».  E infine Maria Mattei del Pd avverte: «La riorganizzazione delle spiagge libere va bene, ma l'accesso all'arenile deve essere garantito, anche per chi non vuole usufruire degli spazi attrezzati».

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