Attenzione
La sanità che funziona. Primo caso al mondo di operazione al cuore e alla trachea in un piccolo di tre chili. Il bimbo è già a casa
Opa e Meyer insieme per salvare un bambino
Chiara Sillicani
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LOSPEDALE. Unimmagine del pediatrico apuano Straordinario intervento dei primari Bruno Murzi e Lorenzo Mirabile (di Firenze)
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MASSA. È la conferma che l'epoca dei campanilismi - per lo meno quelli che hanno animato la sanità toscana - è finita. Ecco allora due mostri sacri, il pediatrico apuano e il Meyer di Firenze lavorare fianco a fianco, impegnati nella chirurgia pediatrica d'avanguardia. Così grazie alla collaborazione tra i due ospedali un bimbo ce l'ha fatta. Due nomi eccellenti che collaborano. Un'operazione straordinaria, unica al mondo che ha visto impegnati in sala operatoria, all'Opa, due dei nomi più importanti della medicina. Fianco a fianco il dottor Bruno Murzi, primario di cardiochirurgia al Pasquinucci (con lui anche Massimo Bernabei) e Lorenzo Mirabile, primario, invece di anestesia, rianimazione ed endoscopia respiratoria all'ospedale fiorentino. Due eccellenze per salvare la vita ad un piccolino, nato prematuro e con gravi patologie. Un caso complesso. Arrivato al mondo prima del tempo, il bambino pesava soltanto un chilo e quattrocento grammi. Il suo cuoricino presentava una tetralogia di Follot, una patologia congenita per cui la parte superiore e quella inferire del muscolo cardiaco non combaciano. Non soltanto, la sua trachea aveva una ipoplasia: in parole semplici era piccolissima, solo un millimetro, lo spessore di un capello. Un ramo bronchiale nasceva addirittura da metà trachea. E quel corpicino era tenuto in vita attraverso le macchine. Chiaramente la nascita prematura aveva determinato un'immaturità del sistema polmonare che aggravava la cardiopatia. Il bambino (sul cui nome è massimo il riserbo, si sa solo che è italiano) era troppo piccolo per essere operato. I medici hanno atteso che raggiungesse i tre chili di peso. Poi hanno deciso di sottoporlo alle sei ore di intervento che gli hanno salvato la vita. È stato affidato per due mesi alle cure del reparto di terapia intensiva e alla mani esperte del dottor Riccardo Moschetti. E lunedì scorso è tornato nella sua cullina, a casa con mamma e papà, fuori pericolo. Le difficoltà dell'intervento. Il dottor Bruno Murzi si è occupato della parte chirurgia: ha corretto la cardiopatia e ricostruito la trachea. Ma a fianco a lui c'era Lorenzo Mirabile che, attraverso l'endoscopia, controllava la trachea, durante l'intervento, per verificare quando questa avrebbe raggiunto le dimensioni adatte per la respirazione. Poi quando la parte chirurgia vera e propria è finita, Mirabile ha proseguito il suo lavoro con il laser per rimodellare dall'interno la trachea. Un caso praticamente unico nella letteratura medica: due patologie gravi e l'intervento in un bambino di solo tre chilogrammi. Una buona notizia che vede due nomi di primo piano collaborare e due ospedali, spesso immaginati in competizione, "stringersi la mano" per il bene dei piccoli pazienti e per fare davvero della pediatria toscana un fiore all'occhiello a livello internazionale. La collaborazione tra strutture, personale medico e soprattutto competenze permette ad un bambino di crescere, correre e giocare. Ad una famiglia di stringere tra le braccia il suo piccolino.
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