Sicurezza
Laccusa è di pesca di frodo. Sono stati multati di duemila euro. E le ceste sono state ributtate in acqua
Razzia di ricci di mare, denunciati
I tre subacquei, arrivati dalla Puglia, ne avevano raccolti duecento chili
2 MINUTI DI LETTURA
MARINA. Hanno aspettato che finissero di raccogliere i ricci di mare, poi gli uomini di guardia di finanza e capitaneria di porto hanno sequestrato tutto il pescato (duecento chili), hanno fatto una multa di duemila euro e hanno denunciato tre subacquei pugliesi per pesca di frodo. È successo l'altra notte a Marina nei pressi della Turimar. Capitaneria di porto e fiamme gialle venerdì sera avevano notato uno strano movimento sul litorale di Marina, soprattutto all'altezza della Turimar: un uomo con tanto di muta e di bombole si tuffava a ripetizione in mare, stava giù diversi minuti e poi riemergeva portandosi dietro una sorta di sacco di gomma. Ad attenderlo due amici che gli davano una mano mettendo al sicuro il prezioso bottino. Da lontano le fiamme gialle si accertavano che i due versavano il contenuto dei sacchi dentro delle ceste adagiate sulla riva. Semplice immaginare che cosa stesse accadendo: erano pescatori di frodo che stavano facendo man bassa di ricci di mare. La capitaneria e la guardia di finanza hanno lasciato lavorare il terzetto in santa pace, hanno atteso che riempissero le ceste fino all'orlo. Poi, quando ormai l'alba del nuovo giorno cominciava a farsi vedere, e i tre compari avevano caricato l'automobile, è scattato il blitz. Da una parte l'auto delle fiamme gialle, dall'altra la motovedetta della capitaneria. I tre uomini non hanno potuto fare altro che collaborare. Hanno aperto il bagagliaio e hanno mostrato ai militari tutto quello che avevano raccolto gettandosi più volte dalla scogliera che si affaccia davanti alla Turimar. Ricci di mare come se piovessero: gli uomini della Gdf hanno anche pesato il raccolto e hanno visto che raggiungeva i duecento chilogrammi. Un'enormità, soprattutto per dei pescatori sportivi (vedi scheda a fianco), autorizzati al massimo a prendere una manciata di frutti di mare per soddisfare la loro golosità. Così hanno contestato la pesca di frodo, facendo scattare la denuncia per il terzetto, hanno fatto un verbale con una multa di duemila euro e soprattutto - visto che erano ancora vivi - hanno gettato nuovamente in acqua i ricci. Inoltre hanno sequestrato il materiale utilizzato per la loro raccolta: tre bombole d'ossigeno, due erogatori, una cintura con piombi e due camere d'aria utilizzate per il trasporto a terra del pescato. I subacquei pugliesi non hanno voluto dire perché si sono spinti fino a Massa, ma è quasi scontato che la loro raccolta era su commissione: a chiederli sono stati i ristoratori baresi e leccesi, visto che da quelle parti ormai sono stati presi tutti i ricci. Avrebbero fruttato centinaia di euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
