Il Tirreno

Guerra alle pm10. Clamorosa richiesta del Comune che difende l’operato di Zubbani e vuole la sostituzione del Ctu

Polveri, ricusato il perito del giudice

Cinzia Carpita
Avvocati e rappresentanti del Comune e dei cittadini in un’udienza per le polveri sottili
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Avvocati e rappresentanti del Comune e dei cittadini in un’udienza per le polveri sottili

Al centro della contestazione una frase in un articolo di giornale

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 CARRARA. Ore decisive per il problema delle polveri sottili: il giudice Antonino Pulvirenti ieri si è riservato una decisione entro pochi giorni, di fronte alla clamorosa presa di posizione del Comune che chiede la sostituzione del ctu del tribunale ritenendo in sostanza che sia andato oltre i compiti che gli erano stati assegnati dal giudice delle udienze civili.  Nel mirino una dichiarazione sulla Nazione di giugno del dottor Andrea Lomi. Ieri il consulente ha respinto l'accusa davanti a Pulvirenti, negando di avere mai espresso speranze di diventare commissario ad acta. «Ho già abbastanza lavoro», ha specificato ieri mattina Lomi nell'udiuenza alla quale erano presenti le parti con i loro legali: l'avvocato Iaria e il direttore generale Marco Tonelli per il Comune, gli avvocati Macchiarini e Pasquali con i rappresentanti dei cittadini e di Legambiente con il consulente Pino Sansoni.  Le due posizioni. Il Comune non vuole il commissario ad acta, ritiene di avere applicato quasi del tutto l'ordinanza Bartolini per ridurre le polveri sottili, salvo la realizzazione dell'impianto di asciugatura dei camion, ritenuto logisticamente impossibile nel luogo dove c'è ora il lavaggio; e salvo la realizzazione dei dossi per ridurre la velocità dei camion in città, che contrasterebbero con il codice stradale.  Inoltre l'avvocato Iaria ha spiegato al giudice (che ha chiesto spiegazioni) il motivo per cui solo ora, a relazione completata, il Comune parla di ricusazione del ctu del tribunale: «Abbiamo valutato la relazione - ha detto Iaria - Le problematiche emerse nell'espletamento dell'incarico, oggi sono esplicitate dalle risultanze della relazione. A nostro avviso, evidenziamo valutazioni del consulente che fuoriescono dall'incarico attribuitogli, in quanto non limitate alla verifica dell'esecuzione dell'ordinanza Bartolini».  Lomi ha spiegato di avere svolto il proprio incarico cercando sempre la conciliazione fra le parti (e ciò gli è stato riconosciuto da entrambe). Ha anche detto di avere appreso solo ora dell'articolo della Nazione citato dai legali dei cittadini.  Cittadini che chiedono che il giudice nomini il commissario ad acta, nella persona del dottor Lomi, ritenendo che il Comune non abbia adempiuto, se non in parte, all'ordinanza Bartolioni.  Il Comune chiede tempo. Le parti sono sempre molto distanti. Il Comune vorrebbe altro tempo per presentare memorie, e chiede al dottor Lomi una "relazione definitiva" che chiarisca meglio le sue conclusioni («Qual è il pensiaro definitivo di Lomi?», ha domandato Iaria).  Il giudice ha riassunto i tre questiti posti al proprio consulente: il ctu accerti se il Comune ha rispettato o meno le disposizione di Bartolini,; le eventuali cause di omissioni o ritardi; le modalità per le opere ancora da fare.  Allora l'avvocato Iaria ha analizzato punto per punto la relazione di Lomi, secondo la quale qualcosa è stato fatto, e qualcos'altro no dal Comune. Secondo Iaria il consulente di Pulvirenti avrebbe dovuto comunque limitarsi a dire se è stata o meno rispettata l'ordinanza Bartolini, evitando suggerimenti. Ma il medico, in quanto tale, ha specificato di avere svolto un lavoro su «cosa fare per tutelare la salute dei cittadini. I suggerimenti extra quesiti, erano finalizzati a ciò». Ha aggiunto che il Comune ha fatto interventi migliorativi, ma che si può fare aqualcosa di più.  Ed ecco che Iaria risponde punto per punto: per quanto riguarda gli interventi di miglioramento all'impianto di lavaggio di Torano (punto cruciale di tutta la questione), il Comune ritiene di averli eseguiti, ma che l'asciugatura dei camion attualmente non è possibile. I camion hanno il contrassegno visivo; i vigili urbani controllano costantemente i passaggi ma non è possibile collocare una postazione fissa presso l'impianto per motivi logistici. Inoltre, il Comune sostiene che gli accessi alle cave sono stati asfaltati; che non è mai stato violato il contingentamento dei transiti dei mezzi pesanti; che non si toccano i ravaneti storici "consolidati", ma che viene consentita l'asportazione dei detriti solo in funzione dei piani di coltivazione delle cave; per la sistemazione delle canaline di scolo delle acque, sarà presto appaltato il secondo lotto. «L'ordinanza Bartolini - ha concluso l'avvocato Iaria - è stata ottemperata quasi tutta». Per cui si oppone alla nomina di un commissario ad acta. E vorrebbe avere il tempo di presentare al giudice note scritte per ricapitolare la posizione del Comune. La richiesta che venga sostituito Lomi, comporta, se accolta, la nomina di un altro ctu e quindi si ricomincerebbe tutto da capo, o quasi. Cosa che i cittadini non vogliono.  I cittadini: Pulvirenti decida. I legali dei cittadini, Macchiarini e Pasquali, sono determinati: no ad altre note scritte «in quanto la posizione del Comune è già stata ampiamente esplicitata». Sollecitano il pronunciamento del giudice, e chiedono la nomina del commissario ad acta. Ora la parola passa al giudice Pulvirenti, che ha fatto capire che deciderà in brevissimo tempo.

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