Il Tirreno

«La repressione serve ma da sola non basta»

Il dottor Maurizio Varese
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Il dottor Maurizio Varese

Per Varese ai ragazzi vanno dati strumenti culturali per affrontare i rischi

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 MASSA. «Con i ragazzi la repressione serve fino a un certo punto, l'importante è dar loro strumenti per comprendere e affrontare i pericoli». Il dottor Maurizio Varese, responsabile del centro dipendenze dell'Asl di Massa-Carrara non si dice contrario ai controlli davanti alle scuole. Ma precisa: «Possono servire per tenere lontani gli spacciatori dalle scuole e per far capire ai ragazzi che bisogna rispettare la legge. Ma per tenere lontani i ragazzi dalla droga e dall'alcol serve di più».  Varese parla di quella che gli esperti del settore definiscono "prevenzione primaria", cioé educarli alle emozioni e alla progettazione per evitare che cerchino stimoli in sosanze pericolose. Un compito non facile cui devono prendere parte non solo le scuole ma anche le famiglie e la società intera. Per questo con i colleghi dell'Asl l'anno scorso Varese ha messo in piedi una campagna di incontri nelle scuole.  Ad insegnare ai ragazzi a tenersi lontani dalle droghe, un gruppo di coetanei selezionati e "addestrati" da esperti del settore. «Gli adolescenti - spiega il medico - tendono ad ascoltare persone della stessa età più che gli adulti che fanno i moralizzatori. Per dare loro stimoli positivi bisogna lavorare sulle emozioni. Cosa che purtroppo fanno anche le droghe. Per evitare che i ragazzi cadano in tentazione bisogna affascinarli spiegando loro quali sono le cose belle della vita. La droga dà una soddisfazione immediata. I ragazzi devono capire l'importanza del saper rimandare e del saper progettare. le energie devono essere incanalate verso attività positive».  L'educazione serve quindi a sviluppare strumenti per riconoscere i pericoli e affrontarli in maniera adeguata. «E' difficile evitare che i ragazzi entrino in contatto con droghe o alcol - spiega Varese - ma noi dobbiamo metterli in grado di proteggersi da soli e in gruppo. La scuola in quest è importante perché deve riuscire a instillare la passione della conoscenza. Per questo servirebbero strumenti nuovi e più adeguati ai tempi per la didattica». G.D.

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