Il Tirreno

«Nel mondo del subappalto c'è un muro di omertà»

«Nel mondo del subappalto c'è un muro di omertà»

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CARRARA. «Indotto sfruttato? Colpevole è chi lo crea e non chi lo subisce».  Con questa dichiarazione il segretario provinciale della Fiom Cgil, Alessio Castelli, replica a Caccia e Ambiente sulla vicenda dell'indotto di Nca e Nuovo Pignone.  In particolare alla richiesta di verifica sulla regolarità dei contratti dei subappalti.  Dalla Fiom una denuncia netta: «Abbiamo provato a fare chiarezza, ma in questi luoghi di lavoro abbiamo trovato un muro di omertà».  «Devo esprimere totale dissenso per le sommarie riflessioni con cui viene affrontato il tema dell'indotto in queste grandi aziende - spiega Castelli - Come Fiom CGIL abbiamo più volte innescato la necessità di maggiori controlli su gli indotti dei grandi insediamenti industriali del territorio, cose verificabili da esposti e denunce presentati nelle sedi preposte. Purtroppo nella quasi totalità dei casi ci siamo sempre dovuti scontrare con una muraglia di omertà insita negli stessi luoghi di lavoro, che spesso non ha consentito di appurare illegalità contrattuali se non anche legislative da parte degli enti che svolgono con non poche difficoltà il proprio lavoro». «Ovvio che questo non è per noi una giustificazione sufficiente a spiegare perché ci siano tali diversità tra lavoratori stranieri e non - prosegue Castelli - la dove sussistono ingiustizie e soprusi come sindacato siamo pronti a fornire tutto il supporto per debellare tali pratiche. Quindi visto che l'associazione Caccia Ambiente ha ricevuto diverse segnalazioni di fatti concreti presso la propria segreteria, come segretario Provinciale Fiom Cgil invito formalmente a mettermi a conoscenza di fatti concreti e di testimonianze che possano supportare una idonea repressione degli abusi denunciati nell'articolo».  «Al contempo - conclude il segretario provinciale della Fiom - invito tutti a non vedere nemico chi lontano da casa per motivi di lavoro viene sfruttato o sottopagato, la prima forma di controllo e di uguaglianza tra Lavoratori per il rispetto dei diritti, viene esercitata nei luoghi di lavoro da tutti i lavoratori, cosa che purtroppo non sempre si verifica, permettendo a imprenditori Italiani di esprimere la peggior cultura padronale "lo sfruttamento"».

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