Il dolore
La cocaina è entrata nelle scuole
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Il consumo di cocaina è in aumento soprattutto tra i più giovani: adesso è allarme scuola Il pm Manotti lancia l'allarme: a spacciare sono gli stessi studenti
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MASSA. Allarme droga nelle scuole. A lanciarlo, tanto per sottolineare la gravità del fenomeno, è il sostituto procuratore Federico Manotti, titolare di un'indagine sullo spaccio di stupefacenti nella provincia apuana. Procura e forze dell'ordine da alcuni mesi sono a caccia di corrieri e pusher. E hanno scoperto che la maggior parte di questi ultimi sono studenti di licei e istituti tecnici che si riforniscono dai marocchini della Partaccia. Grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche gli inquirenti hanno appurato senza possibilità di errore che il passaggio di dosi e soldi avviene nelle classi, nei corridoi e nei gabinetti delle scuole. «Ormai la droga è dappertutto, ma certo non possiamo permettere che i ragazzi la comprino tra i banchi. È ovvio che interverremo con forza per sradicare questo fenomeno», dice il pubblico ministero. In parole povere: tolleranza zero. L'inchiesta. L'inchiesta è partita all'inizio dell'anno. I segnali che avevano le forze dell'ordine era di un crescente consumo di stupefacenti, in particolare cocaina e hashish. Il fulcro dello spaccio è la pineta della Partaccia, ma quello ormai è un punto arcinoto e quindi gli sforzi si sono concentrati sulla rete di corrieri che arrivano a Massa per rifornire chi gestisce il mercato. Cioè i marocchini. L'indagine ha confermato il sospetto degli inquirenti: sono i nordafricani a essere padroni in assoluto dei traffici di droga. Da qui la decisione di mettere sotto controllo alcune utenze telefoniche. I carabinieri mai avrebbero potuto immaginare quello che hanno scoperto grazie a centinaia di chiamate. I pusher scelti dai magrebini sono quasi tutti studenti delle scuole superiori, almeno per quei clienti definiti dalle forze dell'ordine "normali": non i tossicodipendenti abituali, ma quelli che comprano la cocaina o l'hashish per sballarsi una sera e poi tornare alla vita di sempre. E spesso al telefono parlano della roba per i loro compagni. Consumo a scuola? Sembra escluso il consumo di cocaina a scuola, mentre è probabile che chi va in bagno fumi hashish. Le forze dell'ordine questo aspetto finora non sono riusciti ad approfondirlo. Anche se i segnali sembrano essere questi. Appena inizierà l'anno scolastico, però, partirà un controllo serrato davanti ai cancelli delle scuole. Ma non solo. Gli inquirenti non rivelano quale sarà il cavallo di Troia che permetterà loro di entrare nelle classi, ma stanno già studiando un modo per scoprire lo spaccio nei licei e negli istituti tecnici. L'unica cosa che si può escludere è l'utilizzo di militari infiltrati: la compravendita di cocaina e fumo tra i banchi non rappresenta un grosso giro e quindi fare arrivare carabinieri da fuori Massa (quelli di stanza qui li conoscono tutti), fornendogli la copertura necessaria (una casa, dei falsi genitori) è troppo oneroso. Ecco perché sono allo studio altre misure di prevenzione e repressione. Prevenzione. Si può fare soltanto in un modo: con controlli random. I ragazzi si troveranno di fronte le forze dell'ordine con tanto di cani antidroga. Chi avrà lo stupefacente addosso non potrà farla franca, quindi. Certo l'operazione di controllo rallenterà l'entrata a scuola, ma si stanno prendendo accordi con i presidi per chiudere un occhio sugli eventuali ritardi. Le operazioni di controllo con i cani saranno effettuate anche all'uscita. Insomma, sarà un autunno difficile per i baby spacciatori: «Devono capire che la droga a scuola non ci deve entrare», è la determinata disamina di Manotti. Repressione. Gli inquirenti su questo argomento non dicono nulla. Sanno già come fare a entrare nelle scuole, ma non vogliono rivelarlo. Ovviamente. Di certo è possibile che quest'autunno tra i banchi, oltre ai brutti voti, possano spuntare anche le manette. Perché chi verrà trovato a vendere droga rischia l'arresto. Stazioni e caselli. Non saranno controllate soltanto le scuole, i cani e le pattuglie di carabinieri, polizia e guardia di finanza saranno impegnate anche nelle stazioni ferroviarie (la polfer invece viaggerà sui treni) e all'uscita dei caselli autostradali. Ormai è certo che la droga a Massa ci arriva con l'auto oppure con il treno. Lo hanno rivelato sia le intercettazioni sia alcuni sequestri effettuati negli ultimi mesi. Particolarmente monitorata sarà la tratta autostradale La Spezia-Massa. La città ligure infatti è un crocevia dello stupefacente che arriva dall'Adriatico (Albania o Turchia), poi da lì viene rifornita la riviera apuoversiliese. Calo dei prezzi. Tra le cause della diffusione a tutte le fasce di età degli stupefacenti, soprattutto la cocaina, è l'abbattimento dei prezzi. Ormai con quaranta euro si può acquistare un grammo di polvere bianca. Alla pineta della Partaccia più o meno si spende così. Anche se è possibile acquistare i quartini un po' più puri con una quindicina di euro. Praticamente il costo di due birre. C'è poi l'hashish che viaggia sui dieci euro al grammo, ma contrattando si può portare via anche con otto euro. Insomma, ormai è talmente a buon mercato che anche gli adolescenti riescono ad acquistare un po' di droga.
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