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Il Politeama resta sequestrato

Il Politeama resta sequestrato

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CARRARA. Il Politeama rimane ancora sotto sequestro preventivo: lo ha deciso il gip del tribunale di Massa, dottor Giuseppe Laghezza, che ha così respinto le istanze di dissequestro che erano state presentate da Nella Pasquini, Pietro Vettorini, Matteo Piccini, Romano Tedeschi e Aldo Pucciarelli.  Anche il pm Alberto Dello Iacono aveva dato parere negativo al dissequestro. 

In sostanza, nella loro richiesta, i rappresentanti dei proprietari dello stabile avevano sostenuto che, grazie ai lavori di puntellatura, erano state messe in sicurezza le strutture portanti verticali della zona del complesso in cui è stato effettuato l'intervento.  Non sono dello stesso parere né il pm né il giudice, e in particolare, il gip Laghezza ricorda che il Politeama si trova sotto sequestro preventivo dal 4 agosto dell'anno scorso. I proprietari avevano presentato una dichiarazione congiunta degli ingegneri Raffaello Bartelletti (progettista) e Piero Pregliasco (direttore dei lavori), e una relazione sull'attività di ispezione finale del 25 giugno scorso rilasciata dall'ing. Cesare Carini, direttore tecnico della ditta Pieri (fornitrice di puntelli metallici impiegati per eseguire le opere in questione). Ma secondo il gip, le conclusioni avanzate dai proprietari sono contraddette dalla valutazione contenuta nella nota del 14 agosto scorso dei consulenti tecnici del pm, cioé il prof. ing. Daniele Ferretti e ing. Morello Morelli. Ad avviso dei consulenti - rimarca il giudice - «allo stato manca una valutazione della sicurezza dell'immobile considerato nella sua interezza, sia sotto il profilo verticale che orizzontale, allo scopo di assicurare un sufficiente livello di sicurezza, tenuto conto del fatto che le relazioni Bartelletti (2009), Morelli Ferretti (2009) e Giorgi (2009-2010) esprimono fondati dubbi circa la sicurezza di diverse strutture del complesso in questione (ivi comprese alcune di quelle non direttamente interessate dal dissesto quali ad esempio gran parte delle colonne al piano terra dell'intero edificio e alcune ai piani superiori, alcuni volte e solai, le saldature nel sottotetto)». Insomma, la situazione potrebbe rientrare tra le categorie previste dalle norme per cui è obbligatorio «eseguire verifiche di sicurezza sull'intero immobile». Insomma: servono ulteriori verifiche, innanzitutto.

Ma non solo: il gip sottolinea che «non risultano essere state depositate, presso l'Ufficio Tecnico del Genio Civile di Massa-Carrara e presso il locale ufficio della Protezione Civile, né la documentazione di progettazione relative ai lavori provvisori di somma urgenza eseguiti e menzionati nelle istanze, né la progettazione dei futuri lavori di consolidamento definitivo, né la documentazione di progettazione e di calcolo relativa alla valutazione di sicurezza dell'immobile nella sua interezza». Quindi, Genio civile e protezione civile non possono porre in essere i controlli di rispettiva compentenza finalizzati alla verifica del raggiungimento o meno di un sufficiente livello di sicurezza statica e sismica. Quindi il sequestro preventivo deve «essere mantenuto, non risultando sopravvenuti fatti - riscontrati da solidi e inequivoci riscontri - i quali autorizzino a concludere nel senso che i presupposti che hanno giustificato l'adozione, a suo tempo, della misura cautelare di cui trattasi siano, medio tempore, venuti meno». Altro elemento: in occasione dei lavori di rifacimento della copertura eseguiti nel 1994 (i quali - ricorda il gip - a giudizio dei consulenti tecnici del p.m. «hanno determinato incrementi di carico superiori al consentito») «non è stata neppure depositata, presso il Genio Civile, la pratica - obbligatoria - di adeguamento sismico, avendo i committenti e i progettisti dell'epoca qualificato impropriamente l'intervento come «migliorativo» anziché di «adeguamento», così come non è mai stato disposto un collaudo statico dell'edificio, così che mai l'Ufficio del Genio Civile ha potuto esprimersi sulla congruità dei lavori eseguiti nel tempo e mai ha potuto eseguire i dovuti controlli sulla sicurezza statica e sismica dell'intero compendio». Che aggiungere? L'impressione è che una soluzione della vicenda è tutt'altro che imminente.

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