Sicurezza
E nei bar va di moda lo shoot
Piccole dosi di ecstasy per non rischiare l'arresto
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MASSA. Un episodio curioso ha caratterizzato questa ultima parte di estate. A metà agosto un quarantenne ha fatto un volo di tre metri dal ponte del Lungo Frigido, all'altezza dell'obelisco, per scappare ai carabinieri. Aveva rischiato la vita per poco più di un grammo di droga. Roba che al massimo vale un buffetto o poco più. Almeno così l'avevano raccontata i carabinieri. Ma era una storia che "puzzava". Possibile che un uomo possa rischiare di perdere la vita per evitare una segnalazione alla prefettura di consumatore di stupefacenti? No. E infatti non è possibile. Quell'uomo era stato intercettato durante un'operazione antidroga ben più complessa. Un'operazione che per settimane e settimane ha visto infiltrarsi nei locali dove cocaina ed ecstasy vanno per la maggiore militari in borghese. Perché la nuova frontiera dello spaccio massese passa dai bar (e in minima parte dalle discoteche). Il più delle volte senza che i titolari ne sappiano niente. Ecco come: i pusher, che solitamente agiscono in coppia, si fanno trovare nel locale a determinate ore. I clienti sanno quando andarli a cercare e dove andarli a cercare. I "cavalli", nel gergo vuol dire piccoli spacciatori, girano tutti i bar della zona. Tutti i giorni. E sono sempre reperibili. Per ogni esercizio pubblico hanno una mini quantità di droga da smerciare e la dividono in tanti piccoli shoots (spari). Cocaina o ecstasy, dipende dal gusto di chi compra. Serve per lo sballo istantaneo, costa poco e soprattutto è in quantità minime: sia il pusher sia il cliente rischiano al massimo una segnalazione in prefettura se presi dalle forze dell'ordine. È quello che è avvenuto quel pomeriggio del 9 agosto in un locale poco distante dall'obelisco. Il carabiniere in borghese si è finto cliente - era un po' che si faceva vedere da quelle parti e aveva conquistato la fiducia di tutti - e quando ha visto che lo spacciatore tirava fuori lo shoot per venderglielo ha estratto le manette. Il pusher però è scappato, dando vita al rocambolesco inseguimento. Alla fine è stato acciuffato ma quella fuga ha rischiato di mandare in fumo mesi di lavoro sotto copertura. Per fortuna dell'Arma non è andata così e l'indagine nei bar di Massa e Marina è proseguita. Sempre con i carabinieri infiltrati. Grazie a loro è stato possibile ricostruire l'esatta dinamica di questo particolare tipo di mercato. Al punto che entro la prossima settimana potrebbero essere presi i primi pesci grossi. Gli inquirenti per ora non vogliono svelare le carte che hanno in mano, ma dai sorrisi fanno intendere che presto ci saranno novità.
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