Proteste
I TAGLI
Chi paga sono i precari
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MASSA. Sospendere l'adozione dei libri di testo e dire no anche alle settimane bianche. Sono questi gli altri fronti di protesta a cui pensano gli insegnanti della Rete. Azioni che, come lo "sciopero" delle gite, vanno a mettere in crisi o comunque a intaccare business immportanti. Quello dell'indotto turistico per quanto riguarda giote e settimane sulla neve, quello del fiorente mercato dell'editoria scolastica per quanto riguarda l'adozione dei libri di testo. L'obiettivo dei docenti è, insomma, quello dei trovare modalità di protesta che abbiamno effetti all'esterno del mondo scolastico. Il tutto per rafforzare la contestazione della riforma Gelmini, che avrà effetti pesanti anche sulla scuola apuana. Sono una cinquantina, infatti, in provincia, gli insegnanti precari che resteranno probabimente senza icarico: disoccupati, insomma. E i tagli si ripercuotono anche sulla didattica, con riduzione dei "tempi pieni" nelle elementari, riduzione del numero di insegnanti di sostegno, tagli alle attività didattiche collaterali.
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