Sicurezza
IL VETERINARIO
Si riproducono due volte l'anno e in montagna trovano il cibo
◗
VETERINARIO. Armando Tognoni 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. La questione è complessa perché se per chi vive in montagna la situazione è insostenibile, la soluzione al contenimento dei cinghiali non è cosa semplice. Forse anche perché, accanto alle necessità agricole e ambientali, c'è l'aspetto di tutela dell'animale, la volontà di non lasciare spazio ad un abbattimento incontrollato. La popolazione dei cinghiali, nella nostra Provincia, cresce rapidamente, anche perché molti capi sono incrociati con il maiale ungherese, particolarmente prolifico. Il dottor Armando Tognoni, veterinario, è responsabile del settore Sicurezza alimentare e nutrizione dell'Asl 1. È lui a spiegare che «i cinghiali si riproducono due volte l'anno e, nella catena alimentare, non hanno antagonisti». Insomma, nessun animale minaccia, aggredisce o mangia il cinghiale. «Certo - puntualizza il veterinario - ci sono animali pericolosi per i piccoli, ma le madri sono particolarmente protettive e quindi evitano le aggressioni». Il cinghiale è un animale onnivoro, ma predilige - riferendoci ai prodotti dell'orto - i tuberi, patate in particolar modo. E gradisce - diciamo così - anche le castagne. «Il numero degli ungulati è aumentato - continua il veterinario - perché hanno trovato condizioni alimentari favorevoli. I terreni non sono protetti, come un tempo, da recinzioni. È facile entrare. E con la disponibilità di cibo, gli ungulati si riproducono». Ma quanto può essere pericoloso un cinghiale? Beh, non poco, considerando che un adulto maschio può pesare fino a 100 chilogrammi. E quando carica, quindi, può creare davvero parecchi problemi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
