Il Tirreno

Guerra a carte bollate. Ma la sentenza non autorizza il risarcimento dei danni per mancato guadagno

Ok del Tar alla Ditta Costa

La ditta Costa di Albiano Magra
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La ditta Costa di Albiano Magra

Potrà trattare più di 90mila tonnellate di rifiuti all'anno

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 AULLA. Ennesimo ricorso al Tar, a quanto pare favorevole alla ditta Costa, azienda specializzata nel trattamento dei rifiuti urbani in quel di Albiano Magra dal 1996. Infatti, Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana ha pronunciato una nuova sentenza sul ricorso numero 111 del 2009 proposto dall'Impresa Costa Mauro srl.  Un ricorso con cui veniva chiesto l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del verbale adottato nella seduta del 1º ottobre 2008 dalla Conferenza dei servizi indetta dalla Provincia di Massa Carrara, relativamente alla «individuazione della quantità complessive annue di rifiuti da trattare e da stoccare nell'impianto di Albiano», e della determinazione dirigenziale n. D.D./8664/2009 del 13 ottobre 2009, comunicata nei giorni successivi, e di tutti gli atti in essa richiamati, ivi compreso il verbale della riunione tecnica del 19 giugno 2009, a essa allegato, avente a oggetto "Impresa Costa Mauro srl. Determinazione della quantità complessiva di rifiuti trattabili nell'impianto di Albiano Magra a seguito sentenza Tar Toscana n. 106/2008".  Ma questo è il freddo e spesso (per molti) poco comprensibile linguaggio giuridico tipico delle sentenze: non a caso, se ci si limita a leggere la sentenza, sembra che il Tar non abbia dato ragione alla Costa e il tutto rimane di difficile interpretazione se non si è uomini di legge. Quindi, per capire e fare capire qualcosa di più, più che giustificata la telefonata a Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome.  «Il ricorso sul verbale - esordisce Costa - è stato respinto, è vero, ma soltanto perché un verbale della conferenza dei servizi non è esecutivo, quindi non impugnabile. Invece, è sulla determinazione dirigenziale che abbiamo avuto ragione, visto che la sentenza del Tar sancisce che le tonnellate annue di rifiuti che possiamo lavorare non sono 90mila, sono di più. È vero anche che non ci è stato riconosciuto il diritto a essere risarciti dei danni patiti per il mancato guadagno conseguente al fatto che siamo autorizzati a lavorare sole 90mila tonnellate annue di rifiuti, ma potremo richiedere - conclude Costa - adeguato risarcimento tramite una causa in sede civile». In conclusione, occorre ricordare che le autorizzazioni a lavorare per la ditta Costa scadono il prossimo 28 ottobre. R.L.

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