Il Tirreno

«Investite sull'alberghiero»

Gabriele Dini
«Investite sull'alberghiero»

Gli chef: gli imprenditori aiutino l'istituto, è prezioso

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MARINA DI MASSA. Sono tutti passati da quella scuola in riva al mare per poi navigare verso il successo nel mondo della cucina. E così in questo momento di difficoltà per l'alberghiero di Marina di Massa gli ex-alunni sono tutti concordi: bisogna tutelare in ogni modo la scuola perché è un patrimonio indispensabile all'economia della Toscana. La notizia dei sigilli messi dai vigili del fuoco alle cucine della scuola di via Casone per il mancato rispetto di alcune norme sulla sicurezza ha creato molte preoccupazioni tra genitori, insegnanti e alunni.  Ma la notizia ha colpito anche gli ex-studenti che occupano posizioni prestigiose in ristoranti di lusso e alberghi a cinque stelle di tutto il mondo.  «L'alberghiero di Massa - commenta Paolo Lavezzini, chef con esperienze all'enoteca Pinchiorri di Firenze e con Alain Ducasse a Parigi (e ora gestore de Le Terrazze del bagno Conte a Marina di Carrara) - è fondamentale per mantenere alta la qualità della ricettività sulla costa. Questo settore è può dare lavoro anche un un periodo di crisi».  Per Lavezzini troppo spesso la scuola e la formazione vengono messe in secondo piano. «Esperienze di eccellenza come l'alberghiero - spiega il cuoco uscito dalla scuola nel 1998 - devono essere tutelate. Lì si insegna un lavoro importante: saper accogliere la gente è fondamentale. E lì i professori, io ricordo in particolare Rolando Paganini, sapevano veramente insegnare».  Tutti i grandi cuochi che si sono formati all'alberghiero sono rimasti in contatto con la scuola. «Ho un gran ricordo di quegli anni - spiega Andrea Mattei, chef dell'hotel Byron di Forte dei Marmi - è stata la scuola a permettermi di iniziare a lavorare prima del diploma. E' giusto controllare la sicurezza, ma serve intervenire subito per risolvere la situazione: non si può mettere in pericolo un bene tanto prezioso».  Dalle cucine dell'ristorante Lunasia dell'hotel Green Park di Tirrenia arriva un appello ad albergatori e ristoratori della costa. A lanciarlo è lo chef Luca Landi. «Dovrebbero essere loro ad aiutare l'alberghiero - suggerisce Landi - la scuola è un bacino di ricchezza soprattutto per loro». Landi racconta di decine di ragazzi passati dalle sue cucine e impiegati per la stagione estiva. «Già dal primo anno - spiega Landi - i ragazzi vengono formati sul campo e pagati. All'alberghiero si impara una professionalità spendibile immediatamente. Ed in particolare i ragazzi arrivati dal "Minuto" hanno una marcia in più».  Landi, come i suoi colleghi, è consapevole che la strutura dell'alberghiero è vecchia e andrebbe rinnovata. E proprio per questo chiede agli imprenditori del settore di dare una mano. «La qualità dell'offerta turistica - commenta - dipende dalla formazione»..  D'altronde gli investimenti da parte della scuola non sono mancati. E ai ragazzi sono stati messi a disposizioe strumenti tecnologici avanzati.  «L'ultima volta che ho visitato la scuola - racconta il massese Alessandro Della Tommassina, sous-chef dell'Enoteca Pinchiorri di Firenze ed ex-allievo di Gualtiero Marchesi - ho visto attrezzature all'avanguardia come il "Pacojet", uno strumento per mantecare creme e gelati. Solo con gli investimenti si possono offrire nuove possibilità ai ragazzi».

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