Il Tirreno

«Denunciamo la badante»

«Denunciamo la badante»

La famiglia dell'anziana molestata andrà dai carabinieri

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MASSA. La famiglia della vecchietta ultranovantenne denuncerà la badante. La decisione è stata presa dai parenti della donna ieri dopo aver letto il Tirreno: «Non vogliamo che succeda ad altri quello che è successo a noi». L'anziana, ancora sotto choc, invece è stata portata in un centro per la terza età. Prima delle molestie la vecchietta era decisamente arzilla: «Parlava e scherzava sempre con tutti - racconta la figlia -. Da quel giorno invece è cambiata, si è chiusa in se stessa. Abbiamo dovuto portarla in una struttura dove potranno avere cura di lei».  L'assunzione della badante nigeriana - consigliata da un amico di famiglia - in fondo serviva proprio a questo: ad avere cura di una donna che aveva fatto del bene a tutti e che adesso aveva bisogno di una mano. Era una persona fidatissima quella che i parenti le avevano messo a casa. Invece...  Invece se non c'erano i vicini che, allarmati dalle urla della nonnina, sfondavano la porta chissà cos'altro avrebbe subito.  Ma come è potuto accadere? L'alcol non può spiegare tutto. Anzi, non spiega proprio niente e aggrava una situazione già fin troppo delicata. L'africana aveva bisogno di lavorare perché un lutto l'aveva messa in crisi economicamente. E aveva chiesto aiuto sia ai servizi sociali sia alla parrocchia. Chiedi una volta, chiedi due volte è saltato fuori il lavoretto che cercava: accudire un'anziana. Ma evidentemente non era portata per avere a che fare con la terza età e così prima si è ubriacata e quando ha perso il lume della ragione si è spogliata e ha iniziato a molestare l'ultranovantenne.  La nigeriana è stata licenziata ovviamente, ma si trova ancora a Massa. È seguita dai servizi sociali da diverso tempo. Finora - l'episodio risale a un paio di settimane fa - l'aveva fatta franca, ma i parenti della vecchietta stanno già prendendo contatti con i carabinieri per denunciare l'accaduto: «Non deve succedere più», dicono. Proprio i militari dell'Arma, dopo aver letto l'articolo sul Tirreno, hanno iniziato a indagare per scoprire chi sono i protagonisti dell'episodio tanto singolare quanto disgustoso. La prima cosa che hanno fatto hanno cominciato a telefonare ai parroci massesi chiedendo se avevano "raccomandato" una donna africana a una famiglia che aveva bisogno di assistenza per una novantenne. Per ora la ricerca è stata infruttuosa, nel senso che i preti contattati hanno negato di aver segnalato persone che poi si sono comportate in quel modo. Ma il passo in avanti dei parenti della vecchietta, che porterà alla denuncia della badante, entro pochi giorni solleverà quell'alone di mistero che avvolge tutta questa storia. Alone che dipende soltanto dalla riservatezza che la famiglia voleva mantenere. Anche se nella frazione dove abitava la vecchietta lo sapevano già tutti. In fondo se non fosse stato per l'intervento dei vicini chissà cos'altro poteva subire l'ultranovantenne.

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di Redazione Pisa