Il dolore
Antona si ribellaall'assedio dei cinghiali
Un branco di cinghiali sta creando seri problemi agli abitanti di Antona (Massa), piccolo paesino di montagna.
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MASSA. Un branco di cinghiali sta creando seri problemi agli abitanti di Antona (Massa), piccolo paesino di montagna. I cinghiali, che un tempo vivevano soltanto nei boschi, sono arrivati ora troppo vicino agli abitati, danneggiano le recinzioni, devastano gli orti in cerca di cibo, e distruggono inoltre pozzi e una serie di baracche di legno.
Stanno anche danneggiando sentieri storici delimitati da vecchie mura di pietra che costituiscono un patrimonio per tutta la collettività. E il timore è che quest'anno la squisita farina dolce di castagne che fa di Antona una tipicità non si possa gustare: «Fanno danno anche a uliveti e castagneti - assicurano in paese - e se le istituzioni non intervengono rischiamo che le castagne se le mangino i cinghiali».
Ma gli antonesi non si arrendono alle razzie. In quel paesino arroccato, da cui ti godi la bellezza del paesaggio, vivono centinaia di persone.
Ma anche chi non ci abita più ha tenuto la sua casetta e ci trascorre le vacanze. E tutti sono pronti a mettere nero su bianco la loro richiesta d'aiuto.
Ma i rischi non sono soltanto per gli orti dei privati, le imprese agricole e le colture tipiche. Il timore è che i cinghiali, a suon di calci, distruggano i vecchi muri a di sassi che tengono la montagna.
Adesso nessuno saprebbe ricostruirli e il rischio - in un territorio già messo a dura prova dalle frane, è che il terreno ceda. Il vero problema è che i cinghiali sono tanti, troppi. I tecnici hanno stabilito che la densità territoriale, (il numero di cinghiali per ettaro) dovrebbe essere 2,5.
Bene, nella provincia di Massa Carrara supera spesso le quattro unità e, in alcuni casi, gli ungulati per ettaro sono addirittura 7. Insomma, una vera e propria emergenza più volte denunciata da Coldiretti.
Stanno anche danneggiando sentieri storici delimitati da vecchie mura di pietra che costituiscono un patrimonio per tutta la collettività. E il timore è che quest'anno la squisita farina dolce di castagne che fa di Antona una tipicità non si possa gustare: «Fanno danno anche a uliveti e castagneti - assicurano in paese - e se le istituzioni non intervengono rischiamo che le castagne se le mangino i cinghiali».
Ma gli antonesi non si arrendono alle razzie. In quel paesino arroccato, da cui ti godi la bellezza del paesaggio, vivono centinaia di persone.
Ma anche chi non ci abita più ha tenuto la sua casetta e ci trascorre le vacanze. E tutti sono pronti a mettere nero su bianco la loro richiesta d'aiuto.
Ma i rischi non sono soltanto per gli orti dei privati, le imprese agricole e le colture tipiche. Il timore è che i cinghiali, a suon di calci, distruggano i vecchi muri a di sassi che tengono la montagna.
Adesso nessuno saprebbe ricostruirli e il rischio - in un territorio già messo a dura prova dalle frane, è che il terreno ceda. Il vero problema è che i cinghiali sono tanti, troppi. I tecnici hanno stabilito che la densità territoriale, (il numero di cinghiali per ettaro) dovrebbe essere 2,5.
Bene, nella provincia di Massa Carrara supera spesso le quattro unità e, in alcuni casi, gli ungulati per ettaro sono addirittura 7. Insomma, una vera e propria emergenza più volte denunciata da Coldiretti.
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