Il Tirreno

Economia del marmo. L’azienda raggiunge un utile di un milione e 735mila euro

Statuario, bilancio d'oro

Bernarda Franchi
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Bernarda Franchi

La Franchi Umberto quasi pari alla Marmi Carrara

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 CARRARA. Un altro bilancio d'oro per il mondo dell'escavazione. I dati della Franchi Umberto Marmi, l'azienda di famiglia dei fratelli Bernarda e Alberto Franchi, confermano una volta di più il momento favoloso vissuto dal bianco e in particolare dallo statuario. Perché lo statuario permette di mettere a segno fatturati da sogno e non conosce crisi.  Nell'analizzare il conto economico della società di famiglia dei Franchi, c'è un dato che balza agli occhi: e cioé che una ditta singola, tutto sommato di non enormi dimensioni (28 dipendenti, compresi sei impiegati), riesca più o meno a fatturare quanto la Marmi Carrara, vale a dire la più importante azienda al mondo di bianco Carrara (e di cui gli stessi Franchi sono fra gli azionisti più significativi da circa due anni). Per la verità, nel 2008 il fatturato della Franchi è stato superiore alla Marmi Carrara (17,2 milioni contro 14,5); nel 2009, il fatturato della Franchi Umberto Marmi è leggermente sceso (ma non gli utili netti), mentre quello della Marmi Carrara è salito a 17,7 milioni di euro. L'utile netto comunque è simile: Franchi Umberto Marmi un milione e 735mila euro, Marmi Carrara un milione e 794mila euro.  Ma appunto, la Marmi Carrara riceve il bianco dalle cooperative, esporta grandissimi quantitativi di marmo (più di 90mila tonnellate). La Franchi Umberto Marmi è invece un'azienda che si basa molto sullo statuario (gli stessi fratelli sono soci anche dei Soldati nella Bettogli Marmi) e qui sta il nodo: il grande valore che ha questo tipo di marmo sul mercato mondiale.  La gran parte dei ricavi deriva dalla vendita di propri materiali lapidei (blocchi o lastre prodotti in azienda) ed equivale a 15,6 milioni circa; la segagione per conto terzi ha portato 134mila euro. Rispetto alla Marmi Carrara, che vende soprattutto in Cina, la Franchi Umberto Marmi ha un mercato molto orientato all'Italia (44 per cento), ed equilibrato con l'estero: 13% Paesi Arabi, 17% mercato cinese ed estremo oriente; 7% Nord-America; 9% Centro e Sud-America; 5,5% altri paesi europei; India: 1,5%, 3% altri mercati.  Sempre dal bilancio, emerge che l'acquisizione del 30,73% della Marmi Carrara è costata 9,8 milioni di euro durante l'esercizio 2009. Liquidata invece la "Sviluppo Carrara Spa", di cui i Franchi avevano un dodicesimo del capitale sociale; si era parlato di questa società come possibile strumento per investimenti anche in città, ma evidentemente la cosa è stata fatta cadere. Il core business - statuario, Marmi Carrara, Sam, comparto ex Frediani - e la nota passione per la vela e il mare, bastano e avanzano quindi a occupare il tempo dei fratelli Franchi, sicuramente oggi fra gli imprenditori carraresi di riferimento insieme ai Rossi del Fiorino e ai Soldati. M.B.

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