Sicurezza
Egidio Verona interviene nel dibattito sui rifiuti
«Macché impianto per bricchette potenziamo il porta a porta»
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ERRE ERRE. Lingresso dellimpianto per produrre bricchette 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Il dibattito sulla eccessiva produzione di rifiuti e sulla conseguente ecotassa si amplia. Se per Carlo Paolini, presidente di Asmiu, il nodo centrale è l'impianto per le bricchette, il professore Egidio Verona è di diversa opinione. «Il confronto, anche polemico, sulla gestione dei rifiuti urbani - ammette - è pienamente giustificato dalla rilevanza del problema. Ma perché la polemica non si riduca a chiacchiericcio deve essere sostenuta da una cultura specifica. Centrare la polemica sul non funzionamento dell'impianto per cdr (combustibile da rifiuti, bricchette ndr) significa non aver capito che la sua funzione è zero rispetto alla riduzione del rifiuto indifferenziato, quello che ci costa un prezzo molto alto come tassa per lo smaltimento oltre che come penale annuale per non aver raggiunto la percentuale di raccolta differenziata prevista dalle norme. L'impianto per il cdr - prosegue Verona - opera solo a valle della raccolta differenziata, sul rifiuto secco indifferenziato, trasformandolo in combustibile. Senza entrare qui nel merito dei problemi ambientali e sanitari prodotti dopo che il cdr è stato bruciato e le ceneri portate in discariche speciali per la loro tossicità, non posso però non denunciare la falsa convinzione che il combustibile da rifiuto riduca "drasticamente" i costi di smaltimento. Per capire basta mettere in conto il costo dell'impianto e del mutuo contratto con le banche (soldi nostri), quello per la gestione (compreso un nuovo Cda) e la manutenzione, quello per smaltire il cdr (40 euro a tonnellata) e del sovrapprezzo del 6% sull'energia elettrica. Si vede chiaramente - Verona tira le somme - che, anche in relazione al risparmio sui costi di smaltimento, il ruolo dell'impianto per il cdr è assai marginale, già ora che la raccolta differenziata è molto carente. Ma in breve tempo, aumentando, anche in forza di legge, la raccolta differenziata porta a porta e riducendosi di conseguenza la percentuale di rifiuto indifferenziato, il suo ruolo è chiaramente destinato a diventare sempre più marginale, fino a divenire un peso economico per le amministrazioni, perché invece i costi di gestione e manutenzione dell'impianto sono fissi, se non addirittura crescenti data la sua complessità e il suo deterioramento nel tempo. L'esperienza ormai largamente consolidata indica alla politica due percorsi convergenti: il porta, con successivo riciclaggio dei materiali separati, e tutte le buone pratiche per la riduzione a monte dei rifiuti. Se ben attuati, questi due percorsi - conclude - risolvono il problema anche fino al 90% e non hanno bisogno di tecnologie sofisticate e costose. Quello che serve è una cultura nuova, che si può imparare facilmente da chi è più avanti di noi su questi percorsi, e la partecipazione responsabile della popolazione che deve essere motivata e sostenuta dalle amministrazioni locali».
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