Italia
Funghi, stagione da favola ma per il consumatore i prezzi restano alti
I cercatori «professionisti» chiedono 10-12 euro al chilo cifra più che raddoppiata per chi compra nei negozi
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La stagione dei funghi deve ancora entrare nel vivo, almeno secondo l'aspetto climatico, ma già si preannuncia da record, venendo infatti paragonata a quella irripetibile del 1987 quando porcini & C. letteralmente coprirono boschi e prati della Lunigiana. Riempire il cesto, almeno per chi mastica un po' l'arte del cercatore (non è per niente facile) al momento è davvero cosa di un attimo.
La nascita 2010 è stata precoce: infatti già ai primi di maggio, i più esperti fungaioli tornavano a casa con bellissimi esemplari di porcini. Una anticipazione, per così dire, che a conti fatti non si è mai fermata, visto che per tutta l'estate (a parte un breve siccitoso e afoso periodo di luglio) i funghi hanno continuato a nascere. Fino all'esplosione tutt'ora in corso, iniziata da una decina di giorni e quindi, calendario alla mano, molto prima rispetto ai normali periodi di nascita registrati negli ultimi 20 anni.
Infatti bisogna risalire a fine anni Ottanta, o giù di lì, per trovare una situazione analoga. Ma cosa potrebbe aver scatenato una simile tempesta micologica? Secondo Mario Maffei, "santone" dei funghi, tutto è iniziato nello scorso inverno: «I vecchi dicevano: tanta neve, molti funghi - esordisce il presidente della cooperativa Montagna Verde - e infatti ne è caduta davvero tanta da novembre a marzo.
Poi la bella primavera e il poco vento soffiato, hanno fatto il resto. Ed eccoci arrivati a maggio con l'arrivo dei primi funghi. Da considerare, infine, che c'è stato il giusto dosaggio pioggia-sole a permettere la grande nascita dei funghi, ma anche il fatto che i boschi della nostra zona sono ben tenuti, anche grazie ai findi raccolti con la vendita dei tesserini per la raccolta, totalmente utilizzati per valorizzare il territorio».
Tanti funghi, dunque, ma i prezzi restano alti o comunque non troppo ammorbiti dalla grande raccolta. «Il cercatore professionista, per così dire - aggiunge Maffei - vende sul posto a circa 10-12 euro al chilo a negozianti e ristoratori, i quali praticamente non effettuano scelta della merce. Per chi invece vuole fare una selezione accurata, il prezzo logicamente aumenta. Chi invece acquista al negozio, anche se la nascita è tanta, praticamente paga il doppio».
La nascita 2010 è stata precoce: infatti già ai primi di maggio, i più esperti fungaioli tornavano a casa con bellissimi esemplari di porcini. Una anticipazione, per così dire, che a conti fatti non si è mai fermata, visto che per tutta l'estate (a parte un breve siccitoso e afoso periodo di luglio) i funghi hanno continuato a nascere. Fino all'esplosione tutt'ora in corso, iniziata da una decina di giorni e quindi, calendario alla mano, molto prima rispetto ai normali periodi di nascita registrati negli ultimi 20 anni.
Infatti bisogna risalire a fine anni Ottanta, o giù di lì, per trovare una situazione analoga. Ma cosa potrebbe aver scatenato una simile tempesta micologica? Secondo Mario Maffei, "santone" dei funghi, tutto è iniziato nello scorso inverno: «I vecchi dicevano: tanta neve, molti funghi - esordisce il presidente della cooperativa Montagna Verde - e infatti ne è caduta davvero tanta da novembre a marzo.
Poi la bella primavera e il poco vento soffiato, hanno fatto il resto. Ed eccoci arrivati a maggio con l'arrivo dei primi funghi. Da considerare, infine, che c'è stato il giusto dosaggio pioggia-sole a permettere la grande nascita dei funghi, ma anche il fatto che i boschi della nostra zona sono ben tenuti, anche grazie ai findi raccolti con la vendita dei tesserini per la raccolta, totalmente utilizzati per valorizzare il territorio».
Tanti funghi, dunque, ma i prezzi restano alti o comunque non troppo ammorbiti dalla grande raccolta. «Il cercatore professionista, per così dire - aggiunge Maffei - vende sul posto a circa 10-12 euro al chilo a negozianti e ristoratori, i quali praticamente non effettuano scelta della merce. Per chi invece vuole fare una selezione accurata, il prezzo logicamente aumenta. Chi invece acquista al negozio, anche se la nascita è tanta, praticamente paga il doppio».
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