Il Tirreno

Anche il prof Bodei promuove la sagra del finocchio

Barbara Monaco
Remo Bodei curatore scientifico di Con-vivere Festival
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Remo Bodei curatore scientifico di Con-vivere Festival

Con-vivere parla anche di differenze culturali e linguistiche, l'altro evento di differenze di genere

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 CARRARA. "Convivere con la diversità" altrimenti detta "Sagra del Finocchio" si farà regolarmente: sabato 11, in piazza San Francesco, soluzione concordata ieri fra i promotori (Arci e Radicali La Conca) e il vicesindaco Andrea Zanetti. L'iniziativa piace anche al direttore scientifico del Festival filosofico "Con-vivere", il professor Remo Bodei: «Anche questa mi sembra una cosa buona - afferma - dato che quest'anno si parla di Europa, un continente che conta 510 milioni di abitanti e 27 Paesi ma, a differenza degli Stati Uniti non mira alla creazione di un melting-pot, bensì al rispetto di ogni singola specificità, soprattutto al suo riconoscimento in quanto portatrice di una differenza che non dovrebbe far altro che arricchire un panorama culturale come quello europeo appunto». Quindi ben venga un evento parallelo che tratti di quella che oggi come oggi è una differenza assai discussa, a tutti i livelli come quella sessuale e di genere.  Non solo un evento parallelo questo allora per il professore, bensì uno dei momenti della tre giorni: «Cominceremo il 10 settembre per finire il 12 - ricorda - e parleremo di differenze culturali e linguistiche, problematiche queste assai vicine a quelle relative alla differenza sessuale».  Ma cosa ha da dire un filosofo del calibro di Bodei, abituato a viaggiare e tenere conferenze in tutto il mondo di una città come Carrara e perché sceglierla come luogo d'elezione per una delle sue creazioni, Con-vivere appunto, ormai giunta alla sua V edizione? «A Carrara mi trovo benissimo. A dispetto delle sue dimensioni ridotte è un luogo ricco di storia e cultura; grazie al marmo poi si presenta come una città vivace e abituata agli scambi. La sua tradizione anarchica poi ben si accorda alla trattazione di alcuni dei temi dei quali a Con-Vivere si parla: le differenze appunto, in primis quelle delle minoranze linguistiche e culturali, il popolo basco è solo uno degli esempi». Infine il filosofo non può fare a meno di ricordare l'origine del nome della sua città natale: Cagliari. «Pare che la radice del nome cararis sia quella di Carrara car, proprio perché c'erano delle cave - sorride - da noi non sono cave di marmo, sostanzialmente di tufo, ma va bene lo stesso».  Con-vivere e Post Monument, una biennale quella di quest'anno molto discussa ed in qualche modo di rottura con quelle precedenti, caratterizzata da nomi importanti e di respiro internazionale, un buon mix col Festival, dato che sarà ancora in corso e s'incontrerà con l'evento filosofico che l'ultimo giorno riserverà uno spazio apposito proprio ad una discussione sull'arte: «Si tratterà degli aspetti di globalizzazione dell'arte - spiega Bodei - del fatto che quello artistico è un linguaggio veramente universale: la musica, la pittura, la scultura, non hanno bisogno di parole, si comprendono esclusivamente grazie ai sensi e all'intelligenza: un ottimo mix insomma».

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