Il Tirreno

I conti delle partecipate. Apuafarma chiede una riorganizzazione dei servizi

Allarme costi per le mense

Gabriele Dini
Allarme costi per le mense

Il direttore dell'azienda: «Un deficit di 340mila euro all'anno»

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CARRARA. Nuovo allarme sui conti di Apuafarma. Stavolta - dopo le polemiche seguite alla presentazione del bilancio - a finire nel mirino sono i servizi di ristorazione scolastica: le mense fanno perdere alla società partecipata del comune (che si occupa anche della gestione delle farmacie e dei servizi cimiteriali, oltre che di servizi sociali come l'assistenza domiciliare agli anziani) circa 340 mila euro all'anno. E presto potrebbe arrivare una ristrutturazione dei servizi - con probabile chiusura di alcune cucine nei plessi scolastici - per ridurre i costi.  A lanciare l'allarme è stato lo stesso direttore di Apuafarma Francesco Buffoni nell'incontro con i rappresentanti della commissione bilancio avvenuto ieri in Comune.  «Negli ultimi anni - ha spiegato Buffoni durante la sua relazione sui bilanci dell'azienda - i costi totali per il servizio sono aumentati di molto passando da 369mila euro nel 2007 ai 609 mila stimati per il 2010 (di questi 275mila sono messi dal Comune, 334 mila dalla Apuafarma ndr). L'aumento è dovuto alla crescita delle ore di servizio svolte e all'assorbimento del personale che prima lavorava per il Comune». Molti dei lavoratori "assorbiti" - anche nel settore del sociale - prima avevano contratti a progetto, ora sono invece a tempo determinato (ma subordinati e quindi pagati indipendentemente dalle ore lavorate).  I conti al momento parlano di un deficit di circa 340mila euro annui. «Una spesa insostenibile - spiega ancora Buffoni - per un'azienda privatizzata come la nostra».  Per questo i dirigenti di Apuafarma - accanto a Buffoni ieri mattina in commissione c'era anche il presidente dell'azienda Luigi Danesi - chiedono al Comune di discutere alcuni interventi che permettano di "razionalizzare" le spese. Nessuno parla ancora di tagli ai servizi o aumenti delle tariffe per le famiglie («Cercheremo sempre di garantire la qualità del servizio senza pesare sulle famiglie», spiegano Buffoni e Danesi). Ma, insistono i dirigenti dell'azienda, serve ridiscutere al più presto dell'organizzazione del servizio mensa. «Senza un intervento i costi sarebbero altissimi - aggiunge Buffoni - dopo che abbiamo assorbito il personale precario del Comune le ore di servizio settimanali sono salite da 664 nel 2007 alle 1048 per il 2010. Abbiamo fatto alcuni studi e comparazioni: l'organizzazione attuale, con 13 mense in attività, è tropppo frammentata e non permette economie di scala».  La patata bollente a questo punto passa al Comune che dovrà trovare un modo per ottimizzare il servizio dal punto di vista economico togliendo il meno possibile alle famiglie e ai lavoratori del settore.  Buffoni e Danesi respingono i paragoni con aziende similiari in comuni vicini come Massa. Proprio il paragone con i conti della omologa società massese hanno creato polemiche nei giorni scorsi.  «Noi siamo un'azienda privata che offre numerosi servizi sociali costosi e sui cui non si guadagna - spiegano - le nostre spese ricadono tutte sul bilancio aziendale. Ma il nostro lavoro permette di far risparmiare soldi al Comune». Per Apuafarma è impossibile far paragoni con la società che si occupa delle farmacie a Massa. «Loro - spiega Danesi - lavorano in-house e parte dei costi di amministrazione ricadono sul comune. E'normale che i loro margini operativi appaiano più grandi».  Per ora niente tagli ai servizi assistenziali domiciliari agli anziani. Le difficoltà maggiori potrebbero arrivare per l'assistenza ai ragazzi in difficoltà nelle scuole: proprio lì dove la scure della Gelmini ha colpito più forte.

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