Sicurezza
Villafranca. Approvato allunanimità lordine del giorno che chiede di ripensare la decisione
Uniti per il punto nascita
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Il reparto di Pontremoli La difesa del reparto fa superare divisioni e polemiche
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VILLAFRANCA. Villafranca, di fronte al punto nascita, supera divisioni e polemiche. È un segnale forte quello che arriva dal consiglio comunale villafranchese: la scorsa sera, infatti, è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno contro la chiusura. Fra l'altro, si fa presente che nei vari Pal (Piani attuativi locali) non era stata fatta alcuna menzione della chiusura del punto nascita di Pontremoli. Nell'ordine del giorno si fa presente quindi che «appare insensato che dopo 4 mesi si pervenga alla decisione di chiusura». Non solo: «È del tutto inaccettabile se si considera che in passato, il Direttore generale Delvino aveva garantito il mantenimento del punto nascita di Pontremoli qualora avesse raggiunto i 200 parti annui». Si ricorda che «nel corso della conferenza dei sindaci del 5 agosto il Direttore generale Delvino ha ignorato completamente ogni altra posizione assunta e manifestata in sede istituzionale e non». Da qui, si impegna il sindaco Cerutti, innanzitutto, «ad attivarsi affinchè venga riconvocata una riunione della Conferenza dei Sindaci provinciale nella quale possa essere discussa e votata la decisione in merito al punto nascite di Pontremoli»; «a verificare e raccogliere in tal senso la volontà degli altri sindaci della Provincia», e a sostenere «in quella sede la necessità di mantenere aperto il punto nascite di Pontremoli, facendo garantire all' Asl di Massa-Carrara tutto ciò che è necessario a tenere alti i livelli qualitativi della sicurezza del reparto anche attraverso ogni adeguamento funzionale». Una convergenza di vedute significativa, quindi. Sull'argomento interviene anche Oscar Romiti, capogruppo del gruppo Pdl di Villafranca. «Non parliamo di numeri, è un argomento già usato e consumato, parliamo di Salute Pubblica e di tutela delle nascite. Pontremoli e il suo "punto nascita" sono ormai un punto fermo per le donne della Lunigiana, dove con professionalità lo staff medico interviene su ogni evenienza». Ricorda Romiti: «Dice un noto medico lunigianese, "per tutte le emergenze i tempi di intervento sono alla base della vita delle persone", a maggior ragione quando riguardano un nascituro. Mettetevi nei panni di una famiglia in dolce attesa, che vive a Zeri, o in altri 10 comuni della Lunigiana, improvvisamente la donna ha dei disturbi, necessita di recarsi al centro nascita. Quanto tempo si impiega ad arrivare all'ospedale di Massa? È palese che solo per attraversare Massa ci vogliono 30 minuti, e quindi si giunge all'ospedale non prima di un'ora di tragitto. Il rischio di complicanze molto serie per il nascituro e la madre è evidente, nei casi più gravi c'è il rischio addirittura di un aborto o perché no di un parto in auto. Come mai non si è ancora sentita levarsi la voce di qualche eminenza religiosa in tal senso? Non si è sempre lottato contro l'aborto?». E aggiunge: «Personalmente siamo pronti a denunciare per tentato omicidio e omissione di soccorso (anche un'ambulanza per giungere sul posto deve affrontare 30 minuti di tragitto) il presidente Rossi, il suo assessore Daniela Scaramuccia (oltre tutto è anche una donna), e il direttore dell' Asl1 Delvino. Noi non ci arrenderemo, a Pontremoli dal 2000 al 2009 sono nati 1715 bambini. Il Pd dove è finito? Possibile che vogliano risparmiare sulla pelle delle nostre famiglie dopo le tante promesse e parole della passata campagna elettorale?».
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