Il dolore
«Aiuto, qui tornano le Rta»
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Il litorale dei Ronchi L'allarme degli Amici di Ronchi e Poveromo
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MASSA. Allarme «cementificazione» della "Società degli Amici di Ronchi e Poveromo" che teme, nella zona di costa, il ritorno delle "famigerate" Rta. «Ci impensierisce - scrive il presidente dell'associazione Antonio Zorzi Giustiniani - il rilascio di concessioni edilizie che prevedono ampliamenti di volumetria e realizzazione di piscine e locali interrati, ovvero che consentono trasformazioni di alberghi in Rta con incremento di cubatura pari al 30% rispetto allo stato preesistente». Il riferimento è la trasformazione delle delle pensioni Jungla e Marisella in strutture «con almeno 40 appartamenti e con tre posti macchina interrati ciascuno». Tali provvedimenti, dicono gli Amici di Ronchi, sono «in contraddizione col vincolo della monofamiliarità previsto dai vigenti strumenti urbanistici e confermato dal Piano strutturale in itinere e cozzano con una prassi, più volte denunciata e oggetto di inchieste giudiziarie e procedimenti penali in corso, volta a dissimulare la trasformazione in edifici residenziali degli alberghi. Significativa a questo proposito è la vicenda dell'albergo Tropicana che ha costretto la stessa amministrazione a prendere atto del cambio di destinazione "di fatto", dopo il rilascio della concessione con bonus volumetrico del 30% subordinato alla riqualificazione dell'attività ricettiva». Le nuove costruzioni - sempre secondo l'analisi dell'associazione - «porteranno in prospettiva, qualora dovesse intervenire una ancorché deprecata sanatoria, a reperire gli spazi per ricoverare le macchine nel sottosuolo, come già sta avvenendo in diverse strutture. Poiché la falda nella zona litoranea da Lavello a Cinquale si colloca a una quota compresa tra 30 e 100 cm sotto il livello del mare, tutti gli interventi edilizi che hanno portato alla realizzazione di costruzioni seminterrate quali taverne e piscine hanno creato vistosi scompensi nella falda, determinando allagamenti persistenti e hanno compromesso la funzionalità dei fossi più importanti indispensabili a drenare la falda e mai dragati dalla comunità montana, mentre il reticolo dei canali minori che non è di regola sottoposto a sorveglianza, è stato ricoperto dai proprietari e a fatica viene riaperto nei punti di maggior allagamento dal Comune». Ciò dimostrerebbe come il vincolo idrogeologico «continui ad essere completamente disatteso sia nel rilascio delle singole costruzioni, sia nelle previsioni del Piano strutturale. In particolare riteniamo che la previsione di 80.000 metri cubi di nuovi fabbricati residenziali nell'area sia incompatibile con i vincoli della zona. Così come i 50mila metri cubi a ridosso del centro abitato dei Ronchi, nell'area che è cassa di espansione del fosso Magliano, già attraversata da due importanti scolatoi che drenavano l'acqua del centro abitato, ora irresponsabilmente chiusi dalla proprietà, appare una sciagurata e improvvida cementificazione fonera di disastri ambientali». L'assocoiazione di difesa di Ronchi e Poveromo si schiera inoltre contro la costruzione del porto turistico alla foce del Lavello «che sicuramente aggraverà in modo esponenziale il problema dell'erosione in tutto l'arenile, come già avvenuto in seguito alla costruzione del porto di Marina di Carrara». Gli "Amici", infine, chiedono «particolare attenzione» per le ex colonie «che dovrebbero essere soggette ai vincoli della Soprintendenza e sottratte alla speculazione».
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