Il Tirreno

Dai cercatori che arrotondano lo stipendio a quelli della domenica: tutti scelgono la Lunigiana

«Troppi fungaioli nei guai»

Alessandra Vivoli
Armato di cesto un cercatore di funghi in giro per i boschi
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Armato di cesto un cercatore di funghi in giro per i boschi

Per il Soccorso Alpino quasi ogni giorno un'emergenza

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 PONTREMOLI. Una chiamata al giorno. Quando va bene. A volte si tratta di falsi allarmi. Ma, l'altro giorno, per recuperare un fungaiolo massese finito in un canalone, hanno lavorato 23 volontari, fino alle nove di sera. È un periodo di superlavoro per il Soccorso Alpino perché, per i funghi, questo è un momento d'oro. E in troppi si improvvisano cercatori.  È come la febbre dell'oro. Così tanta gente, nei boschi, non si era mai vista. Lo sanno bene gli uomini del Sast (soccorso alpino speleologico Toscano) della stazione Carrara-Lunigiana. Le chiamate di aiuto sono quotidiane: per fortuna non sempre gli uomini devono intervenire. «A volte - dice il responsabile del Sast Claudio Giannoni - riusciamo a localizzare i cercatori e a dare le indicazioni di come riprendere il sentiero». Altre volte bisogna far alzare in volo l'elicottero. O addirittura mobilitare più squadre. «I giorni più a rischio sono il sabato e la domenica».  L'identikit dei cercatori. Forse un po' di responsabilità ce l'ha anche la crisi. Per arrotondare, soprattutto la gente esperta (di solito quella che vive o consoce molto bene i posti) si dedica alla ricerca dei funghi. Un chilo si vende ai ristoranti, o talvolta anche a conoscenti e su commissione, ad un pezzo che oscilla dai 16 fino ai 25 euro. In una mattinata se ne trovano anche una decina di chili. Dai cercatori «di professione» a quelli per hobby.  «In Lungiana viene tantissima gente da fuori, dalle località vicino ma anche da parecchio più lontano - spiega il coordinatore del Soccorso alpino - E questo perché i funghi di queste parti sono più profumati degli altri e rinomati ovunque per le loro caratteristiche».  E, infine, ci sono i fungaioli «della domenica».  «Sono quelli che creano più problemi - spiega Giannoni - perché non conoscono i posti e, proprio per questo arrivano anche in zone considerate proibitive».  «Adesso si va oltre gli 800 metri». Ma perché in questo periodo ci sono stati così tanti fungaioli dispersi? Il responsabile del Soccorso Alpino ce lo spiega.  «Siamo in un periodo molto particolare dice Giannoni - La prima "buttata" di funghi è stata quella dei castagni, quindi ad un livello inferiore. Adesso si trovano ai piedi dei faggi, sopra gli 800 metri. E sono funghi più pregiati: più bianchi e con il gambo più lungo. Ecco perché, anche se si trovano in zone più impervie, i cercatori fanno di tutto per raggiungerle. Qui i tronchi sono molti fitti e spesso, quando partiamo per un recupero, dobbiamo portare con noi la motosega per farci un varco in mezzo alla vegetazione».   «Un fischietto può salvare la vita». Le raccomandazioni sono sempre le stesse ma Giannoni, che a nome del Sast ringrazia la Protezione civile di Carrara per la collaborazione durante l'ultimo soccorso (quello del fungaiolo di Massa finito in un canalone a Montereggio), si sente di darle ancora una volta. «Ci sono alcuni semplici accorgimenti - dice - Come ad esempio mettere un fischietto, da 1 euro, nello zaino: può aiutare i soccorsi quando a forza di gridare si perdono le forze. E poi è bene vestirsi di colori sgargianti e di non separarsi, soprattutto quando si è in due».

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