Il Tirreno

In fuga dall'agriturismo

Alessandra Vivoli
Una bella immagine di vacanza in agriturismo
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Una bella immagine di vacanza in agriturismo

Lo sfogo di una nonna: cena troppo cara e niente piscina

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 CARRARA. Doveva essere una settimana di relax, per lei e i suoi cinque nipoti. Ma il soggiorno in un agriturismo della Lungiana si è trasformato in un incubo per una nonna carrarese, Anna Maria Corradi che ha deciso di raccontare la sua storia. E di rivolgersi allo sportello che tutela i consumatori.  «Ormai da qualche anno, ogni estate, porto i miei nipotini in vacanza, per una settimana in agriturismo - racconta la signora Corradi - È una cosa a cui non rinuncerei per niente al mondo. Anche perché, quando avevo i figli piccoli, avevo ben altri pensieri per la testa e di vacanze se ne facevano ben poche. Per questo a quella settimana con i miei nipotini, che hanno rispettivamente 18, 14, 13, 12 e 7 anni, ci tengo in maniera particolare».  E nonna Corradi si era mossa per tempo: aveva cercato sull'elenco un agriturismo in Lunigiana.  «Gli altri anni mi sono sempre trovata benissimo - dice - e quindi anche quest'anno abbiamo optato per la stessa formula: un po' di fresco, una piscina dove fra divertire i ragazzi e buona cucina».  «Ho scelto un agriturismo e ho chiamato il titolare per dirgli che avevo con me 5 ragazzi ed ero senza auto - spiega a signora Corradi - Quindi mi interessava che ci fosse la piscina e che fosse un posto da cui era comodo raggiungere un po' tutto. Mi sono state date le rassicurazioni che aspettavo e, per quel che riguarda il cibo il titolare mi ha informato che lì fornivano solo la prima colazione (il prezzo pattuito era di 40 euro a notte) ma si poteva andare a cena in paese».  E così la mini comitiva, accompagnata dalla figlia della signora Corradi, parte alla volta della Lunigiana.  «Appena arrivata mi sono subito accorta che qualcosa non andava - racconta - il posto era bello, questo sì, ma parecchio isolato. E c'eravamo solo noi. La pizzeria più vicina era a 10 chilometri e c'era da fare un tratto di strada sterrata e poi da prendere la corriera. La piscina poi era solo un vascone di quelli prefabbricati».  I sei decidono di fermarsi e vengono raggiunti anche da una cognata di nonna Corradi, con due nipotini anche lei.  «La sera di andare in paese non se ne parlava nemmeno - continua - Come facevamo a fare tutta quella strada? Il titolare allora ha detto che ci avrebbe rimediato la cena».  «Abbiamo aspettato a lungo, con i ragazzi sempre più impazienti - dice la nonna - Poi ci è arrivato un piatto di riso con le erbette, mezzo petto di pollo e un po' di crostata. Il tutto, eravamo in 11 visto che si era fermata anche mia cognata, per 144 euro».  A quel punto, la signora decide di non prolungare più il suo soggiorno.  «La mattina dopo abbiamo fatto colazione, stessa lunga attesa - sottolinea - e stessa crostata della sera prima. A quel punto ho deciso di andare via: abbiamo saldato il conto. Con la cena e tutto mi è toccato sborsare 404 euro».  E la comitiva carrarese - dopo aver saldato il conto - si è trasferita in un altro agriturismo, sempre in Lunigiana.  «Ma questo - continua la nonna - era un posto che conoscevo già, anche se lo avevo trovato qualche anno prima, sempre sull'elenco telefonico. Qui siamo stati benissimo e così abbiamo potuto proseguire la nostra vacanza». «Io chiedo solo una cosa - conclude - Perché il titolare non mi ha subito detot che non era un posto adatto per una nonna con i nipoti al seguito? E, soprattutto, perché per la cena abbiamo pagato un prezzo così caro. Non posso dire nulla sul posto, era molto bello, ma adatto a un altro tipo di persone, magari che via in vacanza per starsene isolato. Più che un agriturismo a me quello è sembrato un eremo».

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