Proteste
L’evento. Dito puntato sull’organizzazione: scarsa informazione e poche manifestazioni collaterali
Il commercio boccia la Biennale
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Un’opera della Biennale in piazza d’ArmiPoco il ritorno economico per negozi, bar e ristoranti
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CARRARA. "Effetto Biennale": per commercianti ed esercenti molto spesso è negativo. Intanto, dal Comune mantengono il massimo riserbo sul numero dei biglietti finora staccati. La maggior parte dei negozianti non ha notato un aumento dei clienti. C'è addirittura chi sostiene di essersi trovato a fare le veci dell'ufficio informazioni. È il caso del titolare di Caramatti: «Molto spesso sono arrivati dei turisti, sia italiani che stranieri, che chiedevano come raggiungere i vari punti dove sono dislocate le esposizioni. Ammetto che io stesso, nato e cresciuto qui, in certi casi ho avuto difficoltà perchè non conoscevo bene alcuni luoghi. Figuriamoci come poteva cavarsela una persona che arrivava da fuori». I cartelloni situati in giro per la città, insomma, non sono sufficienti: «Evidentemente le informazioni erano scarse - continuano da Caramatti - o poco chiare. Ed è un peccato, perchè gli artisti sono tutti di grande rilievo». Insomma, una manifestazione che avrebbe potuto attirare moltissime persone: «Le potenzialità c'erano, ma l'organizzazione poteva essere migliore. Sarebbe stato anche d'aiuto dare più depliant ai negozianti, non abbiamo ricevuto quasi niente» conclude il titolare di Caramatti. Questa versione dei fatti è confermata anche da Vezzi d'arte, sempre in via Roma: «Anche noi spesso abbiamo cercato di aiutare dei turisti disorientati. L'abbiamo fatto volentieri, ma non sarebbe compito nostro». Anche qui la Biennale non ha fatto magie e non ha risollevato le vendite: «Non si può dire che abbiamo avuto un calo, ma dichiarare che i clienti sono aumentati sarebbe una bugia. Purtroppo la situazione non è molto positiva già da qualche anno». La crisi c'è, è inutile negarlo. Ma a Carrara in particolare i commercianti si trovano in difficoltà. Da Vezzi d'arte, infatti, spiegano: «Molti eventi collaterali della Biennale, come i concerti, si sono svolti in Piazza Alberica o Piazza Gramsci, e via Roma è rimasta un semplice punto di passaggio poco valorizzato. E spesso è difficile organizzare degli eventi significativi che possano attirare gente». Dall'altro lato della strada, il proprietario di Particolari è d'accordo: «Gestisco anche un punto vendita a Massa e lì la situazione è molto diversa. Per fare solo un esempio, là a fine giugno il Comune ha organizzato una Notte Bianca che ha richiamato davvero moltissime persone. Certo questi eventi sono costosi, ma hanno buon ritorno economico per negozi, bar e ristoranti». All'angolo di via Roma, la proprietaria del negozio di abbigliamento firmato Blue angel racconta la sua esperienza con le aperture serali: «Ho sempre tenuto aperto e ho venduto qualcosina, ma non posso certo dire di aver realizzato dei grossi guadagni. Purtroppo molti commercianti si scoraggiano e alla fine quelli che scelgono di rimanere aperti sono sempre meno». Insomma, le iniziative estive non decollano e anche le vendite stentano. Intanto, non è ancora possibile sapere quanti biglietti siano stati venduti alla Biennale. All'ufficio stampa spiegano che la questione non è di loro competenza e suggeriscono di contattare l'ufficio del settore cultura in Comune, dove un'impiegata dice che bisogna chiedere al dirigente, il dottor Fusani, che spiega che i dati non sono ancora disponibili. In effetti, le esposizioni si potranno visitare fino al 31 ottobre, ma forse si potrebbe già fare un primo bilancio. Ilaria Bernardini
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