Il dolore
Rapina una banca, ma non era la prima
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La Cassa di Risparmio di Carrara alle Villette Arrestato in flagranza un mese fa per il colpo a San Giuseppe Vecchio La Polizia scopre che ne aveva fatto un altro a novembre, alle Villette
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MASSA. Aveva compiuto una rapina alla Cassa di Risparmio di Carrara, agenzia le Villette, il 18 dicembre 2009. L'uomo, M.I., 66 anni, di Massa, era stato arrestato però a fine giugno per un'altra rapina, sempre ad una banca, stavolta a San Giuseppe Vecchio. E la polizia ci ha messo poco a capire che era il responsabile anche della prima. In quella occasione, armato di pistola, aveva fatto irruzione nell'istituto di credito delle Villette, e con la minaccia dell'arma, si era fatto consegnare circa 7.000 euro ed aveva poi fatto perdere le proprie tracce nelle strade circostanti. Nonostante le descrizioni fornite dai vari testimoni, e le immagini tratte dall'impianto a circuito chiuso installato nella banca, non era stato possibile risalire all'identità del malvivente, che al momento della rapina indossava cappellino ed occhiali scuri. Poi, come detto il 28 giugno la Questura ha arrestato il 66enne in flagranza del reato di rapina aggravata, commesso alla Cassa di Risparmio di Carrara, agenzia di San Giuseppe Vecchio. Stavolta, armato di pistola giocattolo, era riuscito ad appropriarsi della somma di oltre 5.000 euro, ma durante la fuga era poi stato individuato dalla volante ed arrestato. Il personale della squadra mobile ha constatato subito una notevole somiglianza dei tratti somatici con i tratti dell'ignoto rapinatore del 18 dicembre 2009, sia una analogia nelle modalità di esecuzione dalle due rapine. Nel corso di una perquisizione effettuata dall'autorità giudiziaria, sono stati trovati nella sua abitazione del 66enne, gli indumenti indossati e il cappellino e gli occhiali scuri utilizzati per il travisamento. Il gabinetto di Polizia Scientifica ha effettuato anche un confronto di tipo fisionomico utilizzando i fotogrammi tratti dalle riprese effettuate dalle telecamere poste all'interno dell'agenzia Le Villette con quelle della rapina all'agenzia di San Giuseppe Vecchio E l'uomo, messo di fronte agli elementi di prova raccolti per la prima rapina, ha riconosciuto le proprie responsabilità ammettendo di esserne l'autore. M.I., incensurato fino a un mese fa, insospettabile per età e per la sua precedente attività di libero professionista, parcheggiava la propria autovettura non lontano dai luoghi delle rapine e, dopo aver effettuato i "colpi", la raggiungeva a piedi e vi occultava il denaro sottratto, allontanandosi poi alla guida. Adesso dovrà rispondere di entrambi i reati, per cui la sua posizione si è molto aggravata.
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