Il Tirreno

In 500 ad applaudire la Proclemer

Alessandra Vivoli

L'attrice commossa: il Biscottificio Dogliani è un piccolo miracolo

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 CARRARA. Le suggestioni della grande poesia d'amore: da Dante a Montale.  Interpretate in modo sublime da una delle più importanti attrici italiane, Anna Proclemer. Non a teatro, ma nel cortile di una fabbrica, in piena zona industriale ad Avenza.  Uno spettacolo suggestivo che ha incantato la gremita platea del Biscottificio Dogliani dove si è conclusa un pubblico di oltre 500 persone, la sesta rassegna «Donna anima e corpo» ideata dall'imprenditrice Margherita Dogliani insieme alle sue dipendenti.  Una fabbrica che sforna «dolci e pensieri» come si legge nel cartellone accanto al palco e che, venerdì sera è riuscita a compiere una magia: incantare il pubblico con le più belle parole d'amore di tutti i tempi.  Protagonista assoluta della scena la divina Anna Procelmer che si è presentata in un lungo ed elegantissimo abito avorio, con una regale mantella di cachemire.  «Questo palcoscenico è un piccolo miracolo soprattutto in un paese devastato come l'Italia che si disinteressa delle sue bellezze naturali e, addirittura le mette in vendita come mi ha detto mia figlia sta succedendo sul lago di Como - ha esordito la Proclemer - Realtà come questa creata da Margherita Dogliani sono preziose e vanno incoraggiate. Io sono venuta qui per leggere, fra l'altro, anche un canto dell'Inferno di Dante. Spero di tornare il prossimo anno con il trentatreesimo canto del Paradiso».  Poi a parlare sono stati i grandi poeti e, in quello spazio profumato di vaniglia, con il sottofondo del rumore dell'autostrada, si è davvero compiuto un piccolo miracolo.  Commozione autentica quella che ha contagiato il pubblico. Con il fascino dei grandi classici.  Le poesie che molti hanno studiato a scuola, fatte rivivere, in ogni vibrazione, dalla voce e della gestualità di Anna Proclemer: da Dante, «Tanto gentile e tanto onesta pare» a Petrarca «Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno» e «Chiare, fresche e dolci acque) fino ai virtuosismi del D'Annaunzio de «L'onda» e al Leopardi più classico quello di «A Silvia». Un crescendo di emozione in platea che non è stato interrotto dalle tre lettere d'amore: di Giosuè Carducci «Lettera a Lidia», Giovan Battista Vighezzi, da «Lettere di condannati a more della resistenza», fino alla lettera di una donna calabrese anonima al marito operaio emigrato in Germania.  Ancora grande poesia con Cardarelli, Eugenio Montale (che la Procelmer ha conosciuto personalmente) e Lorenzo De' Medici. Chiusura con il canto V dell'Inferno, quello di Paolo e Francesca: pubblico in piedi e lancio di rose per l'attrice che ha ammaliato la platea del Biscottificio.  La serata in fabbrica si è conclusa con la lunga intervista, proprio sul tema dell'amore, al professore e filosofo Remo Bodei della giornalista Cristina Lorenzi.

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