Sicurezza
No a Fivizzano nel parco
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Il parco dellAppennino Lega Nord contro l'ingresso in quello dell'Appennino
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FIVIZZANO. La Lega Nord di Fivizzano accusa: «I parchi sono la rovina del Comune». «Alcuni anni fa il sindaco Rossetti, non contento che una parte del Comune di Fivizzano (precisamente la Valle del Lucido) fosse già stata inserita nel 1985 nel Parco delle Alpi Apuane nonostante la dura opposizione della popolazione, ha avuto la grande pensata di far entrare la zona di Sassalbo nel Parco dell' Appennino Tosco-Emiliano. Quasi sempre i sindaci accettano i Parchi sul proprio territorio perché convinti da promesse di finanziamenti, di rilancio degli investimenti e quindi dell' occupazione; promesse che non vengono mai mantenute». La Lega Nord aggiunge che ultimamente i cittadini di Sassalbo hanno ascoltato le promesse del senatore Giovannelli, presidente del Parco dell'Appennino. «Non debbono illudersi ma preoccuparsi; sono le stesse che gli abitanti della Valle del Lucido hanno sentito nel corso degli anni con il risultato di avere molti vincoli e divieti ma nessun sviluppo o occupazione. Per tutti questi motivi ci stupisce l'ultimo intervento del consigliere di opposizione Prof. Farina. Il quale, chiedendo di inserire nel Parco gran parte del Comune di Fivizzano, si è allineato alle posizioni talebano-ambientaliste della maggioranza Pd. E' un'idea e una proposta allucinante che se verrà attuata darà il colpo di grazia a questo già disastrato Comune, poiché bloccherà qualsiasi tipo di sviluppo sia edilizio, che infrastrutturale, industriale o artigianale». «Forse - aggiunge la Lega - il Prof. Farina pensa che lo Stato o la Regione abbiano ancora quattrini da buttare nei Parchi. Non è più così; ormai in Italia il periodo delle "vacche grasse" è finito e, come dicono a Roma, "non c'è più trippa per i gatti". Lo Stato, come voleva già fare, dovrebbe abolire tutti gli Enti Parco, mastodontici e dispendiosi organi burocratici, territorio di caccia del centrosinistra, dove in genere vengono sistemati e lautamente pagati i politici e gli amici degli amici, alla faccia del popolo che li mantiene pagando le tasse».
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