Il Tirreno

Crac Volpi. Revocati gli arresti domiciliari per i due professionisti, disposti invece per il consulente svizzero che era in carcere

Liberi Della Santina e Tavarelli

C.C.
Liberi Della Santina e Tavarelli

Il pm Manotti: ma gli indizi di colpevolezza restano in piedi

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CARRARA. Revocati gli arresti domiciliari per l'avvocato Bruno Tavarelli e per il commercialista Stefano Della Santina; dal carcere ai domiciliari Rudy Cereghetti: secondo il pm Federico Manotti titolare dell'inchiesta sul crac Volpi, sarebbero responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, e bancarotta fraudolenta in concorso con il costruttore edile carrarese Giuseppe Volpi.

Volpi venne arrestato a fine marzo 2009 assieme ad altre cinque persone per il crac della sua holding: il fallimento di un impero immobiliare stimato in almeno 13 milioni di euro. Per il dottor Manotti restano in piedi tutti gli indizi di colpevolezza a carico dei tre professionisti.  Il sostituto procuratore ha dato parere positivo per gli arresti domiciliari a Cereghetti, mentre per gli altri due professionisti aveva chiesto un obbligo di dimora in zona.  Nei giorni scorsi si erano svolti gli interrogatori di garanzia, nel corso dei quali i tre indagati si erano difesi assistiti dai loro legali (Antonio Bonacci per Cereghetti e Tavarelli che è difeso anche da Alessandro Menconi; gli avvocati Francesco e Carlo Cecchieri e Anna Maria Giannecchini per Della Santina).

La vicenda. A seguito dell'inchiesta aperta lo scorso anno, dopo la dichiarazione di fallimento del gruppo di società che faceva capo alla H.L.C. Spa (riconducibile all'immobiliarista Giuseppe Volpi), la Finanza eseguì ordinanze di custodia cautelare chieste dal pm Federico Manotti, e firmate dal gip Laghezza. Furono arrestate sei persone (compreso Volpi) per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta.  Secondo gli inquirenti, sarebbero stati promotori di società create appositamente per distrarre beni e capitali dal gruppo fallito.  Nel prosieguo delle indagini, la magistratura ritenne di avere individuato coloro che avrebbero aiutato Volpi nell'ideare un sistema che, secondo l'accusa, sarebbe servito a vendere tutti gli immobili di proprietà del gruppo, per sottrarli al fallimento, con conseguenti problemi per creditori, e per cittadini che avevano versato anticipi per l'acquisto di case.

E quindi erano state formulate accuse ed erano scattati i provvedimenti restrittivi, nei confronti di Cereghetti, Della Santina e Tavarelli.  Rispetto alle istanze di revoca o revisione delle misure retrittive, formulate dai difensori, ieri mattina il giudice Augusto Lama, ha firmato l'ordinanza che rimette in libertà i due professionisti carraresi, ritenendo che non sussistano attualmente esigenze cautelari nei loro confronti. Mentre per il consulente fiscale svizzero del Canton Ticino, Rudy Cereghetti, la misura cautelare in carcere è stata trasformata in arresti domiciliari, in un immobile della nostra zona.

L'avvocato Antonio Bonacci per Cereghetti valuterà il ricorso al tribunale del riesame.  L'accusa si è basata su tutto il materiale che le Fiamme Gialle avevano sequestrato all'immobiliarista 47enne, e anche su file audio di computer anch'essi sottoposti a sequestro (Volpi avrebbe registrato conversazioni avute con i tre professionisti). Un insieme di elementi raccolti, che secondo l'impianto accusatorio, sono sufficienti a configurare i reati di associazione a delinquere, bancarotta e truffa.  Secondo l'ordinanza del giudice Lama, per quanto riguarda Tavarelli e Della Santina, quanto hanno dichiarato negli interrogatori di garanzia, ha in parte «ridimensionato la consistanza degli indizi di colpevolezza a loro carico», ma su questo aspetto il dottor Manotti si riserva un'eventuale impugnazione dell'ordinanza relativamente ai due carraresi.

Per il giudice Lama il loro coinvolgimento nel crac Volpi «pare limitato a un'opera sostanzialmente consiliare professionale» nei confronti del costruttore, svolta nel 2005 e che, secondo le conversazioni «autoregistrate da Volpi», sarebbe stata finalizzata a un'ipotesi di proposta di concordato preventivo, attuata dal 2006 «secondo una strategia diversa e, sembra, con l'ausilio di altri professionisti», o «con iniziative individuali del Volpi».  Il giudice Lama ritiene altresì che il ruolo di Tavarelli e Della Santina nella vicenda, dovrà essere approfondito nel prosieguo delle indagini preliminari.  Per il dottor Manotti che valuterà in queste ore le motivazioni dell'ordinanza, «si è affievolita l'esigenza cautelare, ma tutti gli indizi di colpevolezza a carico dei tre, restano in piedi».

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