Italia
«Eaton, progetto ancora valido»
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La sede della Eaton Il sindaco Pucci attende con fiducia il 4 agosto
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MASSA. «Sembra quasi che qualcuno abbia una gran fretta di dichiarare tramontato il progetto della Global Karbon SpA per la reindustrializzazione dell'area ex Eaton». A parlare è il sindaco di Massa Roberto Pucci, due giorni dopo la riunione di Roma in cui l'azienda del rilancio ha dichiarato di avere difficoltà di finanziamento per il progetto «E allora sarà il caso di riaffermare che la proposta del nuovo insediamento, arrivata dagli uffici governativi, è ancora in campo e che continua, su più fronti, la verifica della fattibilità del progetto - spiega Pucci - L'improvviso venir meno della disponibilità di uno degli investitori, non cancella infatti le intrinseche qualità della proposta, come dimostra la disponibilità di Fidi Toscana a sostenere parte del finanziamento necessario, entrando direttamente nell'assetto societario del gruppo Global Karbon, così come per altro verso il sostegno del Ministero per lo sviluppo economico, consentirà di accedere, attraverso Invitalia, ai fondi pubblici della legge 181/89». Pucci definisce interlocutorio il passaggio di mercoledì. «Bisogna continuare a verificare le qualità della proposta in campo, e nello stesso tempo lavorare per attivare nuovi incentivi e fornire ulteriori garanzia ai potenziali investitori. Da questo punto di vista, l'incontro tecnico del prossimo 4 agosto dovrà fornire indicazioni precise e non solo tenere viva la speranza. Più che l'assenza della Global Karbon all'incontro del 28 luglio, preoccupa infatti la scarsa presenza della Eaton in tutte le fasi del processo di reindustrializzazione dell'area, quasi che di quei terreni e di quei capannoni la multinazionale americana fosse un proprietario qualunque». E qui Pucci tira ballo la Eaton stessa. «Eaton non può dimenticare di essere la prima responsabile del silenzio nei capannoni e dell'erba alta nei piazzali, e sarà il caso che si impegni ad arrivare al prossimo tavolo di confronto con qualche idea in più e soprattutto con qualche proposta concreta, come sarebbe quella di facilitare l'acquisizione delle aree, a partire dalle condizioni di pagamento, concedendo per esempio una franchigia decennale agli acquirenti, così come ripetutamente da noi richiesto». La riunione di Roma, lo ricordiamo, al ministero dello sviluppo economico, attesa da sindacati ed enti locali come momento "della svolta", non ha prodotto risultati sperati. Al tavolo mancavano Eaton, cioè la multinazionale che dovrebbe cedere le sue aree dopo aver chiuso la produzione e lasciato a casa centinaia di operai; e mancava pure la Carbon Global, che dovrebbe investire in quell'area e trasformarla in una "filiera" di produzione di materiali al carbonio.
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