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Marina. Attesa per la grande attrice di scena stasera al biscottificio Dogliani
La Proclemer recita Dante
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Anna Proclemer In programma anche Petrarca, Saba e Carducci
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CARRARA. Dante, Petrarca, Carducci e anche il triestino Umberto Saba. Interpretati da una delle più grandi attrici del teatro italiano del Dopoguerra: la grande Anna Proclemer. Che riserverà al pubblico carrarese uno dei suoi pezzi più intensi: la lettura del quinto canto dell'inferno. Quello, per intenderci, di Paolo e Francesca. Uno dei più popolari ma anche uno dei più intensi. Sarà proprio la grande interprete, moglie di Vitaliano Brancati e poi musa di Giorgio Albertazzi, insieme al professore Remo Bodei a chiudere la rassegna del Biscottificio Dogliani. L'appuntamento (a ingresso gratuito) è per stasera alle 21 e 15, nell'area della famosa fabbrica di dolci e biscotti, in viale Zaccagna a Marina di Carrara. La Proclemer sarà la protagonista della prima parte della serata, con un Recital di poesie che ha per titolo "Piccola cavalcata nella poesia d'amore italiana". Una scaletta da pelle d'oca. Da Dante (Tanto gentile, tanto onesta pare) a Petraraca (Chiare fresche dolci acque), da D'Annunzio (L'onda) a Giacomo Leopardi (A Silvia). Fino a Cardarelli, Eugenio Montale (A mia moglie) a Lorenzo dei Medici. Nel mezzo la lettura di tre lettere d'amore: una, struggente, di una donna calabrese, anonima, al marito emigrato in Germania. E, la chiusura, sarà con il canto quinto dell'Inferno, l'incontro di Dante con Paolo E Francesca. Quel testo che, secondo autorevoli critici teatrali, nessuno riesce a interpretare tanto intensamente come la divina Proclemer. Dal grande teatro alla grande riflessione. Il professore Bodei, con la sua indiscussa sapienza affronterà il tema della serata, la natura filosofica dell'amore, un sentimento eterno. Si conclude con due grandi personaggi la sesta edizione della rassegna culturale che quest'anno ha avuto come tema «Sentire sentirsi». Un programma davvero ambizioso, una tappa essenziale del percorso che Margherita Dogliani ha intrapreso insieme a donne e uomini che lavorano con lei o impegnate in altre aziende del territorio. «Sentirsi e scoprire i propri desideri i bisogni reali, i sentimenti autentici - spiega la Dogliani - Sentire l'altro acconto a sé, scoprire che possiamo uscire dalla solitudine se proviamo a metterci in relazione, condividendo sentimenti ed emozioni». «Ma sentirsi vuole dire soprattutto confrontarsi - conclude Margherita Dogliani - ed è questo lo scopo di aprire i cancelli della fabbrica alla cultura, affrontare tematiche che riguardano uomini e donne». Un modo veramente diverso di vivere la fabbrica e fare cultura che meriterebbe sempre maggiore attenzione da di Carrara. Margherita Dogliani se lo merita ampiamente.
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