Il Tirreno

Effetto Buffon: la Carrarese vola

Alessandra Vivoli
Foto ricordo sulla terrazza dell’hotel Michelangelo della nuova Carrarese con il sindaco Zubbani e l’assessore allo sport Dante Benedini
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Foto ricordo sulla terrazza dell’hotel Michelangelo della nuova Carrarese con il sindaco Zubbani e l’assessore allo sport Dante Benedini

Gigi: ci ho messo la faccia perché credo in questa città e nel suo sport

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 CARRARA. Effetto Buffon sulla Carrarese. Folla delle grandi occasioni e entusiasmo alle stelle per la presentazione della nuova Carrarese che nasce anche sotto l'egida del portierone della Nazionale e della Juventus. Un ritorno di immagine importantissimo. Che i tifosi hanno dimostrato di apprezzare.  La sala di rappresentanza di palazzo civico ha registrato il tutto esaurito. Un pubblico che non si vedeva da anni per il calcio cittadino che con Buffon assapora il profumo delle grandi platee.  Buffon: io ci metto la mia faccia. «Non sono mai stato alle presentazioni della Carrarese - ha esordito Buffon - Ma mi hanno detto che non c'è mai stata così tanta gente. Sembra che i tifosi siano centuplicati e questo è il segnale più bello: la nuova squadra nasce sotto una buona stella».  Il portiere della Juventus e della Nazionale (sfortunata) di Lippi è arrivato a Palazzo civico in perfetto orario. Con nessun vezzo da star. Jeans, camicia nera e capelli pieni di gel. Un sorriso aperto e la solita grande disponibilità: ha firmato autografi, posato per parecchie foto ricordo e perfino baciato i fan più piccoli. E ha raccontato come è cominciata la sua nuova avventura colorata di giallo-azzurro.  «Quando ho saputo che la Carrarese era retrocessa - ha detto Buffon - è stato un colpo al cuore. Sono rimasto davvero turbato: il sindaco Zubbani lo sa bene, l'ho subito chiamato. La sera stessa. E da quel momento ho cominciato a pensare che era il momento di fare qualcosa per la squadra della mia città. Ma non una semplice sponsorizzazione, come avevo già fatto in passato, questa volta volevo metterci la faccia». E, nella sala di rappresentanza Buffon manda in delirio i tifosi azzurri. «Io - continua - ricordo da piccolo alcune partite come Carrarese-Reggiana con Lippi in panchina, o Carrarese-Lucchese con 8mila persone: non so se torneremo a quei fasti ma di sicuro ci proveremo con serietà e trasparenza. E tenendo sempre i piedi per terra».   «C'è Nelso Ricci: per me è una garanzia». Buffon ci mette davvero la faccia. «Vorrei che la mia immagine - dice il portiere più famoso d'Italia - servisse da collante fra la città e il suo calcio. È un trait d'union che fino ad oggi non c'è mai stato: adesso è ora di cambiare. DI invertire la rotta. Non solo a livello societario, bisogna cambiare parecchio e, soprattutto, cominciare a reinvestire sui giovani, su quel vivaio che un tempo a Carrara ha avuto una grande tradizione».  «Ho deciso di intraprendere questa avventura con la Carrarese- chiarisce Buffon - anche perché ho saputo del ritorno di Nelso Ricci: è un personaggio che vive da parecchio nel calcio, mi fido di più, conosce ei calciatori, conosce la città. Insomma diciamo che rispetto al passato, ora sono più convinto di questa Carrarese».   «Le nozze con Alena? Non saranno in Italia». Sta recuperando la forma. Passerà qualche giorno di vacanza a Marina di Massa con la compagna e i figli. E, annuncia a sorpresa che convolerà a nozze nella repubblica ceca. Non in Italia. Neppure nel suggestivo borgo di Treschietto con la piccola parrocchia che è diventata un po' di famiglia visto che vi si sono uniti in matrimonio i genitori, Maria Stella e Adriano, le sorelle, e vi è stato battezzato il primo figlio, Luis Thomas.  «Quando mi sposo? - scherza Gigi Buffon - Me lo chiede sempre anche Alena. Ebbene prima o poi lo faremo, forse prima che poi. Ma non sarà in Italia. Di solito ci si sposa nel paese della propria compagna, e non abbiamo intenzione di andare contro le tradizioni».

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