Sicurezza
Chiusura delle Poste Casette in piazza: blocchiamo la strada
Ilaria Bernardini
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I manifestanti e l’incontro con il prefetto2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Sono scesi a valle ieri gli abitanti di Casette per contestare la chiusura dell'ufficio postale che, probabilmente, sarà accorpato a quello di Canevara. Molti dei residenti sono anziani, ma non intendono arrendersi senza combattere. Coordinati dall'assessore all'innovazione tecnologica Lina Coppa, ieri mattina i «paesani» si sono dati appuntamento in centro per una pacifica manifestazione e hanno parlato con il direttore delle Poste di Massa Centro e con il prefetto. Paola Dell'Amico, una delle contestatrici, annuncia: «Se elimineranno l'ufficio postale bloccheremo la strada per arrivare in paese e, soprattutto, ritireremo tutti i nostri risparmi e li affideremo a qualcun altro». La distanza fra Casette e Canevara è breve, circa 4 chilometri, ma è comunque un problema per i molti anziani che non guidano o addirittura invalidi. Il servizio bus è carente, passano pochi mezzi e ci sono lunghi intervalli fra un pullman e il successivo. Peraltro, anche la soluzione di Canevara sembra poco azzeccata: secondo i residenti, l'ufficio è piccolo e può accogliere solo poche persone per volta. Mentre gli utenti sono tanti, di almeno 400. Il prefetto Giuseppe Merendino ha ricevuto una delegazione di circa trenta. «Comprendo il vostro punto di vista e cercherò di fare il possibile per evitare la chiusura», ha detto. Promesse, però, non se ne possono fare: «Da quando le Poste sono diventate una società per azioni - ha chiarito - non c'è più la possibilità di mantenere carrozzoni in perdita.E' una logica di mercato che può non piacere, ma di cui bisogna prendere atto. Fatti come quello di Casette sono già accaduti in passato». Forse, però, l'ufficio postale non è l'unico problema. Un residente sottolinea: «A Casette hanno già tolto le scuole. Se vanno via anche le Poste, verranno a mancare dei servizi fondamentali. I giovani preferiranno sicuramente trasferirsi in centro». Un paese che muore, dunque? Anche questo, secondo il prefetto, è difficile da combattere: «Da tempo è in corso un processo di urbanizzazione contro cui si può fare poco». Gli abitanti di Casette si lamentano anche di essere stati avvisati solo una settimana fa della chiusura dell'ufficio, che già da lunedì avrà le porte sbarrate. E chiedono che, almeno, l'ufficio resti aperto quattro giorni al mese, così che gli anziani possano ritirare la pensione. Stamani, alle 12, ci sarà un incontro tra il sindaco Roberto Pucci, il direttore delle Poste e il viceprefetto per esaminare soluzioni alternative in grado di ridurre il disagio degli abitanti del paese. Intanto l'assessore Coppa suggerisce: «Forse il Comune dovrebbe offrire uno stabile ad una banca, in modo da proporre un'alternativa ai conti correnti degli abitanti di Casette». Ma per ora è solo una provocazione.
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